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Le manovre sui conti penalizzano Astaldi. Fin dove potrà spingersi il titolo?

La seduta del 16 Maggio ha visto le quotazioni rompere al ribasso l’importantissimo supporto in area 2.6938€ (I° obiettivo naturale). A questo punto ci aspettiamo una continuazione della discesa almeno fino in area 2.42€ e a seguire giù fino ai minimi del 2018.

Solo il recupero di area 2.6938€ farebbe accantonare lo scenario ribassista.

 

News: Fonte MilanoFinanza

l cda di Astaldi  ha deliberato una maxi manovra da 2 miliardi di euro fra aumento di capitale (300 milioni, entro il terzo trimestre), riscadenziamento del debito e cessione di asset. Il board ha anche approvato il piano strategico 2018-2022 e la partenrship con Ihi Corporation. Quanto al primo trimestre, il gruppo ha reso noto di avere in portafoglio nuovi contratti per 646 milioni di euro, tutti in costruzione, oltre a 631 milioni di ordini già acquisiti dopo la chiusura del periodo. Il portafoglio ordini totale a fine marzo era pari a 25 miliardi, di cui 15,6 miliardi in costruzioni.

Intanto a Piazza Affari il titolo Astaldi  sale del 3,2% a 2,82 euro alle ore 10:15.

A fine marzo i ricavi totali erano di 604 milioni (-7,3%, 651,4 milioni un anno fa), di cui circa il 70% provenienti dall’estero con un ebitda margin pari al 12,4% ed ebitda di 74,7 milioni (rispettivamente 13,1% e 85 milioni a marzo 2017), un ebit margin al 10,8%, a fronte di un ebit di 65,2 milioni (11,2% e 72,7 milioni di euro nel 2017). L’utile netto è stato pari a 17,3 milioni, in calo del 31,1% anno su anno, contro 25,1 milioni a marzo 2017. L’indebitamento finanziario netto complessivo è salito a 1,669 miliardi da 1,267 miliardi di dicembre 2017, “con una dinamica di periodo legata ad effetti di stagionalità”, scrive il gruppo delle costruzioni.

Ihi Corporation è a capo di un conglomerato giapponese quotato sulla borsa di Tokyo con un fatturato consolidato di circa 12 miliardi di euro e una significativa presenza nel settore delle infrastrutture (il cui fatturato ammonta a 1,3 miliardi di euro) e con una lunga esperienza nella costruzione di ponti e nei materiali da costruzione. Astaldi  e IhI hanno collaborato alla costruzione del Ponte Osman Gazi in Turchia, il quarto ponte sospeso più lungo del mondo, parte dell’autostrada Gebze-Orhangazi-Izmir. La collaborazione tra Astaldi  e Ihi si è rivelata positiva anche nell’aggiudicazione, nel gennaio scorso, del contratto per la realizzazione del ponte sospeso sul Danubio, nell’area di Braila in Romania.

L’aumento di capitale è il primo passo della manovra da oltre 2 miliardi di euro approvata dal consiglio di amministrazione, “che rappresenta una revisione completa della struttura patrimoniale e finanziaria del gruppo”. Nei prossimi 18 mesi Astaldi  si attende il rinnovo con allungamento delle scadenze (rollover) di linee di finanziamento esistenti per oltre 350 milioni di euro, oltre al rifinanziamento del bond con scadenza 2020 da 750 milioni di euro e la cessione di asset in concessione per un valore complessivo di 790 milioni.

Inoltre Astaldi  ha sottoscritto con JP Morgan un accordo, ai sensi del quale il sole global coordinator “si è impegnato a stipulare, unitamente ad altre istituzioni finanziarie da individuarsi prima dell’avvio di sottoscrizione dell’aumento, un contratto di garanzia relativo alla sottoscrizione delle azioni di nuova emissione eventualmente residuate. Le principali banche di relazione del gruppo hanno manifestato la disponibilità, a determinate condizioni, ad accompagnare la società nell’aumento”.

La famiglia Astaldi  parteciperà all’aumento e il gruppo, attraverso Finast e Finetupar (che hanno il 69,058% delle quote), Ihi Corporation e Ihi Infrastructure System, società controllata di Ihi Corp, hanno sottoscritto un accordo strategico di carattere industriale in base al quale “subordinatamente al verificarsi di talune condizioni sospensive”, Ihi acquisirà una partecipazione di “minoranza significativa…pari al 18% del capitale sociale e al 13% dei diritti di voto complessivi di Astaldi “.

Post aumento, Finast, direttamente e tramite Finetupar, continuerà a detenere il controllo di diritto di Astaldi , mantenendo circa il 50,2% degli stessi diritti di voto. L’investimento complessivo sarà di 112,5 milioni di euro, di cui una parte sarà versata a Finast e Finetupar per l’acquisto della quota dei diritti di opzione che arrivano dall’aumento di capitale, che Finast e Finetupar cederanno a Ihi proporzionalmente alla rispettiva quota di partecipazione al capitale, mentre la parte restante sarà versata ad Astaldi  per la sottoscrizione e il pagamento delle azioni di nuova emissione di Astaldi . Finast e Finetupar si sono a loro volta impegnate, nei confronti di Astaldi  e di Ihi, ad esercitare integralmente i diritti di opzione e non trasferiti a Ihi.

PIANO INDUSTRIALE 2018-2022. Il piano prevede di raggiungere al 2022 ricavi superiori ai 4,2 miliardi, un ebitda di oltre 370 milioni, un ebit di oltre 300 milioni, con un indebitamento inferiore ai 200 milioni. Il piano si basa su tre punti: crescita sostenibile, de-risking e rafforzamento della struttura finanziaria. Per quanto riguarda il de-risking, Astaldi  punta a crescere in aree a medio e basso rischio, come Nord Europa, Nord e Sud America e Fareast e la partnership con Ihi favorirà l’accesso ai mercati dell’Asia, accelerando la crescita in alcuni mercati ritenuti core.

La guidance per il 2018 prevede un rapporto book-to-bill (ordini contro esecuzioni lavori) di 1 volta, con un monte commesse di oltre 10 miliardi contro i 9,25 miliardi del 2017, ricavi per oltre 3,3, miliardi da 3,061 miliardi dello scorso anno, core ebitda margin del 10% (oltre 320 milioni), debito netto di 800-900 milioni.

Oggi gli analisti di Fidentiis scrivono che la riduzione dei debiti deriva solo dall’aumento di capitale e dalla cessione di asset, con l’effetto che l’operatività sembra del tutto neutrale rispetto alal generazione di cassa.

Le manovre sui conti penalizzano Astaldi. Fin dove potrà spingersi il titolo? ultima modifica: 2018-05-17T10:01:39+00:00 da redazione

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