Le intolleranze alimentari non sono quello che vi dicono, ecco il perché secondo gli esperti

“Intolleranze alimentari”, quante volte è stata utilizzata questa definizione per racchiudere una serie di problemi intestinali, dolori addominali e scarsa digestione? Una miriade di alimenti sono finiti nella black-list di molti italiani. Tra le intolleranze più diffuse quella al glutine, al lattosio, poi a seguire ai cereali, alle carni (sia rosse che bianche), senza dimenticare alcuni ortaggi e le uova. Ma l’essere umano è diventato davvero così sensibile agli alimentari? Il Team di ProiezionidiBorsa vuole approfondire meglio l’argomento e invitare i Lettori a riflettere su alcuni dati significativi.

Cosa dicono in merito gli esperti?

Secondo la SIAIP, la Società Italiana Allergologia e Immunologia Pediatrica, circa un 20% della popolazione ritiene di essere affetto da un’allergia o da un’intolleranza alimentare. Tuttavia, una volta eseguito il corretto iter diagnostico, in realtà solamente un decimo dei pazienti soffre realmente di intolleranze. Cosa significa? Secondo gli addetti ai lavori, esiste una confusione generalizzata tra i disturbi che possono essere di altra natura e gli alimenti. Gli esperti, infatti, mettono in guardia da falsi test diagnostici in circolazione che creano ambiguità e non sono precisi nella valutazione.

SCOPRI L'OFFERTA SPECIALE
Acquista ora XW 6.0 dal sito web ufficiale

CLICCA QUI

Smartwatch

10 regole da seguire per non incappare nelle false diagnosi

La SIAIP ha pubblicato un decalogo composto da 10 regole da tenere in mente per rendere consapevole e preparata la popolazione sulla possibilità di affidarsi a false diagnosi. Tale documento è stato anche condiviso dalle Società Scientifiche più importanti che si occupano del problema, come la Federazione dell’Ordine dei Medici e del Ministero della Salute.

Le intolleranze alimentari non sono quello che vi dicono, ecco il perché secondo gli esperti. Il decalogo

a) Obesità e sovrappeso non sono causate dalle intolleranze alimentari, le quali possono indurre disturbi gastrointestinali o di altro genere. L’aumento di peso, invece, è causato da un errato o stile di vita.

b) Non bisogna affidarsi all’autodiagnosi e ai test effettuati direttamente presso i centri laboratoristici senza prescrizione medica.

c) Evitare di rivolgersi a personale non sanitario per consigli relativi alle intolleranze.

d) Attenzione ai test che non sono validi per gli esperti, ovvero: dosaggio IgG4, test citotossico, Alcat test, testelettrici (vega-test, elettroagopuntura di Voll, bioscreening, biostrengt test, sarm test, moratest), test kinesiologico, dria test, analisi del capello, iridologia, biorisonanza, pulse test, riflesso cardiaco auricolare.

e) Se non si ha una diagnosi medica che lo consiglia non bisogna escludere nessun alimento dalla dieta.

f) La dieta non può essere un “fai da te”. La dieta è una terapia e pertanto deve essere prescritta dal medico.

g) Eliminare il glutine senza aver certificato l’intolleranza non è la strategia migliore.

h) Non eliminare latte e derivati dalla dieta senza una diagnosi certa di intolleranza al lattosio o di allergie alle proteine del latte.

i) Rivolgersi a medici specializzati e certificati.

l) Non utilizzare internet per diagnosi e terapia, che risultano, invece, un calderone di idee fantasiose.

Le intolleranze non esistono secondo alcuni specialisti

Una nuova scuola di pensiero che si sta diffondendo a macchia d’olio tra alcuni medici è quella di considerare l’esistenza accertata da parte della scienza di sole due intolleranze, ovvero l’intolleranza al glutine e l’intolleranza enzimatica e biochimica al lattosio. Secondo questa teoria, tutte le altre “intolleranze” sono, invece, delle infiammazioni da cibo che possono essere debellate in pochi mesi con un’alimentazione ad hoc, per riprendere poi a mangiare tranquillamente quegli alimenti che hanno causato l’infiammazione.

Se “Le intolleranze alimentari non sono quelle che vi dicono, ecco il perché secondo gli esperti” è stato utile ai Lettori, si consiglia anche “Lo shopping appaga ma usare sempre la carta fa male, ecco perché secondo la scienza“.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze a riguardo, consultabili qui»)

Consigliati per te