Le challenge virali più pericolose del web

Hanno in comune alcune regole: la nomination, il fatto che tutto sia ripreso e postato su internet, e la stupidità. Sono le cosiddette “challenge” da social network. Si tratta spesso di scommesse, o di sfide. Giocano sulla spettacolarizzazione e sull’esagerazione. Magari sembrano cose innocue e facili da fare, ma poi si rivelano pericolose e controproducenti. E alcune volte hanno provocato perfino la morte delle persone che hanno deciso di “giocare”.

Ecco le challenge virali più pericolose del web.

Ice&Salt challenge. Consiste nel tenere del sale con il ghiaccio sul braccio. A causa della reazione chimica che ne consegue, il contatto tra le due sostanze può generare temperature anche di -18 gradi. Viene da sé che questo provoca ustioni di secondo o terzo grado simili a quelle da assideramento, dolori lancinanti e tremende ferite.

Neknominate challenge. Bisogna sfidare i “nominati” a bere alcolici alla goccia nelle situazioni più strane e imbarazzanti. Ha provocato cinque morti accertate, solo nel Regno Unito, secondo il tabloid inglese Metro. Divenne virale nel 2014.

Condom challenge. Questa è una delle più bizzarre ma anche una delle più pericolose. Bisogna inalare un preservativo e poi sputarlo dalla bocca. A causa della gomma molto resistente ed elastica con cui sono fatti i profilattici, questi potrebbero provocare soffocamento.

Kylie Jenner challenge. Consiste nell’emulare le labbra dell’omonima imprenditrice e star della tv statunitense, inserendo le labbra in un bicchiere e aspirando l’aria. Questo provoca un rigonfiamento che può portare a lividi ed ecchimosi. Nei casi peggiori, anche a restare sfigurati, com’è capitato alla dodicenne di inglese Lily Greenland.

Le challenge virali più pericolose del web: la cinnamon challenge

Una delle più pericolose. Consiste nell’ingoiare o far ingoiare un cucchiaino di cannella senza usufruire dell’acqua. Com’è noto si tratta di una spezia molto fine e molto volatile che può occludere le vie respiratorie. Questa challenge, infatti, ha causato diverse morti accertate.

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