Le Borse sono attraversate da questo fondamentale interrogativo

Le Borse europee chiudono in flessione la penultima seduta dell’anno, con l’eccezione di quella inglese, che invece strappa un rialzo convincente. La seduta ha minato alcune certezze e instillato alcuni dubbi negli operatori. Siamo alle soglie di un nuovo balzo o i listini europei necessitano di un periodo di correzione? Le Borse sono attraversate da questo fondamentale interrogativo.

In Borsa prevalgono i realizzi

Nella penultima seduta della settimana, i listini europei sono partiti bene, toccando i massimi di giornata in avvio. Purtroppo nel corso della seduta non sono riusciti a confermare lo spunto rialzista, terminando in calo sotto il peso dei realizzi.

Non tutte hanno, però, chiuso in rosso. Se la Borsa tedesca ha ceduto lo 0,2%, la Borsa di Parigi ha guadagnato lo 0,4%. La Borsa di Madrid ha chiuso in rialzo dello 0,2% e Londra ha terminato in rialzo dell’1,5%.

Oggi sui listini si sono visti scarsi volumi e molti realizzi. Sicuramente sui mercati azionari del Vecchio Continente, ha pesato l’arrivo del lungo ponte di capodanno. Infatti domani sarà l’ultima seduta del 2020 e poi si ricomincerà il 4 gennaio.

La sensazione è che i listini siano arrivati a una fase cruciale

Si nota un indebolimento generale della forza propulsiva che aveva attraversato i mercati azionari prima di Natale. Con qualche eccezione.

Anche Piazza Affari sembra avere esaurito la forza propulsiva. Le due sedute di ieri e oggi hanno mostrato un Ftse Mib (INDEX:FTSEMIB), incapace di superare la resistenza dei 22.400 punti. Al termine ha ceduto lo 0,1%, chiudendo a 22.259 punti.

In diverse precedenti analisi degli Esperti di ProiezionidiBorsa, era stato messo in evidenza come la soglia dei 22.400 punti fosse un pò uno spartiacque. Il superamento di questo livello avrebbe permesso all’indice delle blue chip di realizzare un massimo a nove mesi.

Le Borse sono attraversate da questo fondamentale interrogativo

Ma il tentativo è fallito anche oggi. La Borsa ha avuto un avvio scoppiettante, i prezzi all’apertura si sono spinti fino a 22.397 punti. Poi, dal quel momento hanno iniziato un lento declino.

Sono mancati i volumi, che d’altronde sono in calo già dalle due sedute precedenti il Natale. Si nota la scarsa operatività anche dall’andamento dei titoli bancari, che continuano a languire a livelli di minimo storico.

Senza volumi, difficilmente si può pensare ad ascese durature dei prezzi. Al di là di qualche possibile spunto rialzista, per l’Europa il quadro di medio periodo sembra indebolirsi.

Approfondimento

Questa l’analisi multidays e il punto sui mercati internazionali dell’Ufficio Studi di ProiezionidiBorsa.

 

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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