Le Borse sono atterrite dal fattore I ma Piazza Affari torna in pista per il record

L’ultima seduta della settimana si chiude nel segno della debolezza, almeno per quanto riguarda le Borse europee. Le chiusure delle Borse asiatiche sono state più convincenti. Le Piazze del Vecchio Continente non sono riuscite a replicare il positivo andamento della seduta di giovedì. La debolezza delle Borse occidentali è stata confermata dall’apertura debole della Borsa di Wall Street. L’andamento incerto dei listini europei nell’ultima seduta settimanale ha soprattutto una spiegazione. Le Borse sono atterrite dal fattore I ma Piazza Affari torna in pista per il record.

Adesso sono queste le Borse che corrono

Le Borse europee oggi hanno chiuso in ordine sparso, chi in territorio positivo chi in territorio negativo. L’indice Euro Stoxx 50 ha chiuso in calo dello 0,6%, la Borsa tedesca ha ceduto lo 0,3% e la Borsa di Parigi lo 0,6%. Le Borse di Londra e Milano hanno chiuso in positivo ma di poco. L’indice Ftse100 inglese ha terminato in rialzo dello 0,2%, lo stesso guadagno che ha messo a segno la Borsa di Milano, salita dello 0,2%.

Nella nottata europea l’indice giapponese Nikkei 225 ha chiuso in rialzo dell’1,2% e gli indici cinesi con un rialzo vicino al punto percentuale. Nell’attuale fase dei mercati le Piazze azionarie orientali sembrano avere più forza di quelle occidentali.

Le Borse occidentali soffrono di un male che a sua volta origina conseguenze negative a catena. La fiammata dei prezzi dell’energia, in particolare di petrolio e gas naturale, sono all’origine della recente debolezza delle Borse. La fiammata dei prezzi spinge in alto l’inflazione. Le negative conseguenze dell’inflazione le abbiamo raccontate nell’articolo: “Giornata terribile per le Borse perché i mercati iniziano ad avere paura del fattore I

Le Borse sono atterrite dal fattore I ma Piazza Affari torna in pista per il record

Gli operatori hanno paura che il rialzo generalizzato dei prezzi dell’energia porti a un rallentamento della ripresa economica. Il rallentamento della crescita dei posti di lavoro in USA sarebbe un segnale premonitore. Un altro segnale arriva dal rallentamento della crescita della produzione industriale in Germania.  Così oggi gli investitori si sono limitati a mantenere le posizioni acquisite nelle scorse sedute. Non hanno comprato ma non hanno neanche venduto. Chi ha ceduto azioni in avvio di seduta sono stati gli speculatori di brevissimo periodo. Gli scalper che fanno operazioni che durano al massimo un giorno. Si spiega così l’avvio in ribasso delle Borse e poi il successivo recupero a metà mattinata.

Al termine della seduta l’indice Ftse Mib (INDEX:FTSEMIB)  ha chiuso a 26.051 punti, risultato importante al di là del limitato rialzo percentuale. Una chiusura settimanale sopra la soglia dei 26.000 punti apre la possibilità ad una nuova settimana in rialzo. Il massimo annuale è vicino è dista circa 600 punti, meno del 2,5%. Ecco perché la prossima settimana il Ftse Mib potrebbe staccare un biglietto per quota 27.000 punti. Questo evento aprirebbe lo scenario descritto in questo articolo: “Dal rischio crollo al record, perché Piazza Affari ad ottobre può salire del 10%”.

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