Le azioni potrebbero impennarsi presto

Altro che recessione: secondo BlackRock le azioni potrebbero impennarsi.

Recentemente Goldman Sachs si è dimostrata ottimista sull’economia Usa.

Ritorna la fiducia su Washington

A gennaio, come specificato dal suo numero uno David Solomon le probabilità di una recessione erano al 50%, adesso, invece, tendono a diminuire. Nessuna recessione nel primo trimestre nemmeno secondo Christoph Balz, analista di Commerzbank. Un cambio di rotta che, almeno per il momento, sembra essere supportato anche dagli ultimi dati macro pubblicati. I dati di marzo, sulle vendite al dettaglio sono in crescita. Non solo, ma anche le previsioni sul Pil di periodo fanno ben sperare

La view di BlackRock: le azioni  potrebbero impennarsi

Ma c’è chi, come Larry Fink di BlackRock va anche oltre. E parla di un aumento del settore azionario. Le paure di fine anno e i timori di un aumento del costo del denaro, ha spinto molti investitori ad uscire dal mercato. Oppure a preferire il reddito fisso. Questo perché tutti temevano che saremmo entrati in un’era di rialzo dei tassi. Cosa che non è accaduta. Risultato: una enorme liquidità inespressa che potrebbe riversarsi tra poco sull’azionario, proprio adesso che l’appeal per il rischio è aumentato. L’iShares MSCI ACWI, che replica le azioni globali, quest’anno ha registrato un aumento di oltre il 15%.

Rally dei mercati nel primo trimestre

Non fanno eccezione nemmeno i mercati come quello statunitense (S&P 500 a +15% da inizio anno) o europei. L’italia, da tempo vista come l’anello debole del Vecchio Continente, è arrivata, qualche giorno fa, a un +20% mentre il Dax è al 15%. Il merito, però, va anche al progresso continuato nei colloqui Usa- Cina che ha riattivato l’ottimismo sullo sblocco dei dazi a livello mondiale. Infatti, oltre ai risultati concreti, un andamento simile potrebbe fare da traino al resto delle altre questioni commerciali lasciate in sospeso.

Le azioni potrebbero impennarsi. Aria dovish in tutto il mondo

Infatti non tutti ricordano che la delegazione statunitense è impegnata a rivedere gli accordi commerciali con il Giappone e con l’Unione Europea. Una positività che verrebbe supportata dagli approcci dovish delle maggiori banche centrali. Nessun aumento dei tassi per la Fed nel 2019 che ridurrà il suo bilancio anche prima del previsto. Caso più unico che raro. Dall’altra parte dell’oceano non si può non citare la anta pazienza anche da parte della Bce. Da qui la possibilità di una globale ricalibrazione delle aspettative di politica monetaria anche a livello mondiale.

Le azioni potrebbero impennarsi presto ultima modifica: 2019-04-18T18:54:21+02:00 da Francesca Bonfanti

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