Le aziende beneficiano dello sconto del 50% dei contributi

Le aziende beneficiano dello sconto del 50% dei contributi dovuti sui neoassunti. Il datore di lavoro deve inviare la domanda entro il 31 luglio per ottenere lo sgravio sulle assunzioni di lavoratori beneficiari di ricollocazione. L’importo che non bisogna superare è di 4030 euro.

Come fare la procedura

L’Inps ha il compito di dare l’ok. La procedura avviene tutta online tramite il portale dell’istituto previdenziale. Il datore di lavoro fa la domanda all’Inps. L’istituto previdenziale fatti i dovuti controlli dà l’autorizzazione per usufruire lo sgravio spettante.

Tutti non sanno che è possibile recuperare anche gli arretrati ma fino ad una certa data fissata per il 30 settembre. Da due anni vige questa legge dello sgravio sulle assunzioni di lavoratori beneficiari di ricollocazione. L’Inps a distanza di tempo ha chiarito alcuni aspetti.

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I tre incentivi

La Legge di Bilancio 2018 ha introdotto un pacchetto di tre incentivi. I lavoratori possono usufruire di due incentivi: il primo consiste nella detassazione del Tfr, l’altro il cosiddetto bonus di rioccupazione. Lo Stato ha pensato anche ai datori di lavoro: sgravio del 50% dei contributi dovuti sul neo assunto fruitore di assegno di ricollocazione. Datori di lavoro privati, compresi quelli del settore agricolo e i professionisti hanno la possibilità di accedere a questa forma di incentivo. Le pubbliche amministrazioni sono escluse.   

Cosa è l’assegno di ricollocazione?

L’assegno di ricollocazione, acronimo Adr, è un sostegno economico dal valore da 250 euro a 5mila euro spendibile solo presso servizi per l’impiego, pubblici e privati.

Che tipo di lavoro si può attivare

L’incentivo spetta su assunzioni di ogni genere: dalla somministrazione fino ad arrivare ai contratti a tempo indeterminato. Ci sono dei casi specifici: lo sgravio spetta quando il rapporto di lavoro è a tempo parziale. In questo caso la soglia massima di esonero è  ridotta in proporzione all’orario di lavoro.

Lo sgravio quando non c’è

I datori di lavoro attivando contratti per attività domestiche, lavoro intermittente e occasionale non possono accedere alla misura di sgravio. Le aziende beneficiano dello sconto del 50% dei contributi solo in alcuni casi prima enunciati.

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