Le 5 cose che la tua banca non vuole che tu sappia

Il rapporto tra correntisti e banche non è sempre facile. Certamente i contatti con il proprio istituto di credito sono ormai quotidiani per molti di noi. Abbiamo bisogno di fare un bonifico o usare le carte di pagamento per movimentare contanti sopra i 2.000 euro. Addebitiamo buona parte delle utenze domestiche sul conto corrente e sempre più spesso facciamo ricorso ai prestiti per gli acquisti.

Nonostante il rapporto sia così frequente, molti di noi sanno poco della propria banca. Ad esempio, quando un istituto attraversa una fase di crisi, normalmente i correntisti vanno nel panico. Non solo per le possibili conseguenze, ma soprattutto per l’amara sorpresa nel constatare che l’istituto è entrato in crisi improvvisamente. Di solito però le crisi non sono improvvise. Semplicemente i clienti non se l’aspettavano perché all’oscuro di molte cose. Vediamo quindi le 5 cose che la tua banca non vuole che tu sappia.

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Gli strumenti di pagamento

Tra le 5 cose che la tua banca non vuole che tu sappia una delle più eclatanti riguarda le carte di credito. Sembra naturale per molti richiedere la carta di credito al proprio istituto. Ma le carte non sono tutte uguali e non è detto che quella con il logo della banca sotto casa sia davvero la migliore per noi. Sono molti gli emittenti che distribuiscono carte di credito.

Mentre le banche offrono soluzioni standard, sul mercato possiamo scegliere tra i vari circuiti. Ma anche definire piani di rimborso personalizzati, plafond flessibili e funzionalità specifiche. Inoltre, la concorrenza consente di risparmiare su canoni e promozioni e accedere a convenienti programmi fedeltà. Attenzione anche ai tassi di cambio. Quando andiamo all’estero e paghiamo in un’altra valuta con le carte, la banca ci applica delle commissioni. Non sempre considerando esattamente il cambio del giorno. Piccole variazioni possono far salire molto il costo finale.

Le 5 cose che la tua banca non vuole che tu sappia

Quando chiediamo un finanziamento la banca ci chiede una lunga serie di informazioni per conoscere il nostro stato di salute finanziaria. Molti istituti non usano la stessa trasparenza nei confronti dei clienti. Soprattutto verso i sottoscrittori di obbligazioni e azioni dell’istituto, specie se non quotate. Quando le informazioni sono poco chiare e complete, le brutte sorprese possono essere dietro l’angolo.

Sempre in ambito di investimenti, alcune banche, anziché gestire i nostri ordini in Borsa direttamente sui mercati utilizzano i cosiddetti internalizzatori sistematici. Sono micro-mercati di proprietà della stessa banca che offrono condizioni peggiorative per i clienti. Ma ottimi guadagni per gli istituti che spesso non informano adeguatamente i clienti sulle politiche di accesso ai mercati.

Il libero mercato

L’ultima delle 5 cose che la tua banca non vuole che tu sappia, riguarda i clienti insoddisfatti. Dal 2017, il TUB ha previsto nuove regole relative alla portabilità dei conti correnti. In base alle norme attuali, il cliente può chiedere di trasferire tutti i servizi di pagamenti da una banca ad un’altra in 12 giorni. Firmando un solo documento potremo ordinare alle due banche una serie di servizi totalmente gratuiti. Aprire un nuovo conto, trasferivi tutto quello che avevamo nel vecchio ed estinguere il precedente. Un grande aiuto per i consumatori, spesso poco pubblicizzato dalle banche.

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