L’ASL riconosce subito alle donne che soffrono di questo disturbo molto comune l’esenzione fiscale per queste 5 prestazioni specialistiche 

Quest’oggi  parleremo di una patologia molto delicata, a volte, silenziosa. Un disturbo che colpisce oltre 150 milioni di donne in tutto il mondo. Solo nel nostro Paese, si stimano circa 3 milioni di casi.

Cercheremo di capire insieme ai Consulenti di Diritto e Fisco di ProiezionidiBorsa, quale tutela riconosce lo Stato italiano, alle persone che soffrono di questa malattia.

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In particolare, quali diritti e quali agevolazioni spettano, dal punto di vista terapeutico-assistenziale. Infatti l’ASL riconosce subito alle donne che soffrono di questo disturbo molto comune l’esenzione fiscale per queste 5 prestazioni specialistiche.

Ogni cittadino ha diritto all’esenzione fiscale in presenza di uno stato di invalidità accertato, come spiegheremo in questo articolo.

Ma ne ha diritto anche in presenza di determinate soglie di reddito, o comunque, di particolari condizioni sociali.

Infatti, anche i disoccupati possono fare richiesta di esenzione fiscale in questi casi.

LEA i Livelli Essenziali di Assistenza

In questo frangente giocano un ruolo fondamentale al riguardo, i cd. LEA, ossia i livelli essenziali di assistenza. Questi indicano l’insieme dei servizi, delle prestazioni e delle attività che il Servizio Sanitario Nazionale (SSN), mette a disposizione di tutti i cittadini.

Prestazione che avviene dietro pagamento di un ticket oppure gratuitamente, per patologie croniche ed invalidanti.

I LEA sono stati definiti per la prima volta in Italia solo nel 2001, con il DPCM del 29 novembre. Aggiornati successivamente, nel 2017 con un nuovo DPCM del 12 gennaio.

In particolare sono state introdotte nuove patologie croniche ed invalidanti che danno diritto all’esenzione fiscale. Tra queste patologie risulta anche l’endometriosi.

L’endometriosi

Una malattia prettamente femminile, riconosciuta oramai dal Ministero della Salute come cronica e invalidante.

Caratterizzata dalla presenza eccessiva di tessuto di rivestimento uterino all’esterno dell’utero stesso.

Questa presenza anomala di tessuto può, nelle forme più gravi della malattia, estendersi a livello delle tube, della vescica e delle ovaie.

Le donne che soffrono di questa patologia convivono con uno stato infiammatorio cronico che non sempre è facile da diagnosticare.

L’ASL riconosce subito alle donne che soffrono di questo disturbo molto comune l’esenzione fiscale per queste 5 prestazioni specialistiche

Sebbene questa patologia sia riconosciuta come cronica ed invalidante, l’esenzione fiscale non sempre spetta al paziente.

Solo le persone affette da endometriosi di III e IV stadio della classificazione ASRM possono, infatti, usufruire di prestazioni specialistiche gratuitamente.

Tra le prestazioni specialistiche esenti vi sono le ecografie dell’addome superiore ed inferiore, quelle transvaginali e transrettali, il clisma opaco, le visite di controllo e le ecografie ginecologiche.

Come richiedere l’esenzione fiscale

Il primo documento necessario per ottenere l’esenzione, è quello che il medico specialista deve rilasciare al paziente.

Il certificato deve attestare un’endometriosi moderata o grave.

A questo punto, con il certificato, ci si deve rivolgere direttamente all’ASL di competenza ossia quella di residenza e richiedere il codice per l’esenzione.

Per l’endometriosi il codice è il numero è 063.

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