L’antico rimedio ayurvedico dagli effetti strepitosi sul benessere di denti e gengive

Il metodo di cui parleremo deriva dalla millenaria tradizione indiana e si inserisce all’interno delle pratiche ayurvediche di purificazione del corpo.

Il procedimento sarebbe in grado di risolvere i più comuni disturbi del cavo orale e dei denti. Tra questi l’alitosi, la placca e il tartaro, le gengiviti e tutto ciò che ne consegue. Inoltre aiuterebbe a rinforzare denti e gengive e rilassare la mandibola.

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Di cosa si tratta?

Stiamo parlando dell’oil pulling, l’antico rimedio ayurvedico dagli effetti strepitosi sul benessere di denti e gengive. A partire dagli anni Novanta si è diffuso anche in Occidente, ed è oggi conosciuto in tutto il mondo.
Consiste in un risciacquo della bocca da effettuarsi ogni mattina con olio di sesamo, oppure di cocco o di girasole. L’olio scelto deve essere vergine, spremuto a freddo e biologico.

I benefici dell’oil pulling a livello del cavo orale sono confermati da molti fruitori e da alcuni studi scientifici.

Secondo l’Ayurveda e gli studiosi occidentali che hanno ripreso e sviluppato il metodo, l’oil pulling sarebbe anche in grado di prevenire numerose malattie. Tuttavia in merito a ciò non abbiamo conferme derivanti da metodi scientificamente affidabili.

Come si pratica

La versione giunta e diffusa ormai anche in Occidente deriva da due pratiche tradizionali: gaṇḍūṣa e kavalagraha. Tali procedure sono unite e adattate in quel che ormai è noto universalmente come oil pulling.
Bisogna effettuarlo la mattina, a stomaco vuoto.

Dopo aver lavato i denti e pulito la lingua, si versa in bocca un cucchiaino o un cucchiaio al massimo di olio. Gli esperti consigliano di scegliere olio di sesamo, di cocco o di girasole.
Non bisogna ingerire l’olio, ma smuoverlo nel cavo orale come un collutorio, cercando di portarlo, letteralmente “spingerlo”, tra i denti e sulle gengive. Continuare per circa dieci minuti e poi sputare. L’olio dovrebbe essere divenuto bianco e lattiginoso, altrimenti potrebbe significare che serve un risciacquo più lungo e vigoroso, fino a un massimo venti minuti.

È fondamentale non ingerire l’olio e sarebbe meglio espellerlo nel WC o nella spazzatura. Dopodiché ci si può risciacquare con acqua.

Può sembrare strano la prima volta, ma una volta completata la routine si avverte una sensazione di pulizia e freschezza.

L’antico rimedio ayurvedico dagli effetti strepitosi sul benessere di denti e gengive è entrato a far parte delle abitudini di moltissime persone.

Fa davvero quel che promette?

Il rimedio non è riconosciuto dalla medicina ufficiale, perché non si dispone, almeno per ora, di sufficienti dati.

Le ricerche scientifiche finora condotte mostrano però risultati interessanti, che confermerebbero gli effetti positivi dell’oil pulling in campo odontoiatrico. In particolare si è riscontrata la sua capacità di ridurre la placca batterica, causa di carie e gengiviti, e l’insorgere di alitosi.
L’altro lato positivo è che non emergono controindicazioni, infatti i detrattori della pratica la ritengono generalmente innocua, seppur inefficace.

Le avvertenze importanti sono di non ingerire mai l’olio dopo l’uso, e ovviamente di evitare l’utilizzo di certi oli in caso di allergia.

Ricordiamo infine che il metodo non sostituisce l’uso di spazzolino, dentifricio e filo interdentale.

Chiariti questi punti, non resta che provare l’antico rimedio ayurvedico dagli effetti strepitosi sul benessere di denti e gengive.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze a riguardo, consultabili qui»)

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