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L’altra faccia della medaglia: Amazon e il ciclo della povertà

Ieri abbiamo provato dare un ordine di importanza virtuosa ai dati macro-economici che ogni giorno accompagnano e talvolta condizionano la giornata di chi opera sui mercati finanziari.

Oggi proviamo vedere l’altro lato della medaglia. Ovvero come una storia di successo in realtà si fonda su un ciclo che produce sì ricchezza concentrata ma nel contempo povertà diffusa ed anzi tende ad estenderla proprio per la stessa natura delle sue dinamiche.

Nello specifico stiamo parlando di Amazon. Chi di noi non ha mai acquistato nulla sul sito di e-commerce più famoso del mondo? Nato come libreria on –line il sito di Bezos si è man mano evoluto commercializzando a prezzi sempre più competitivi prodotti di ogni genere.

Ma questi prezzi competitivi da dove nascono?

  • Manodopera sottopagata. È addirittura uscito uno studio che denota come nelle zone ove si insediano i capannoni di distribuzione di Amazon vi sia un impoverimento complessivo della zona ove pur di lavorare vengono accettati compensi e contratti improponibili in altre realtà
  • Fornitori presi per il collo. Se vuoi vendere sul mio sito (e non puoi permetterti di non essere presente specie se produci prodotti popolari) il prezzo te lo faccio io Amazon e deve poter in gran parte battere i prezzi della concorrenza on line e ancora di più dei negozi reali

Quindi i prezzi bassi di cui noi approfittiamo derivano dallo sfruttamento interno del personale Amazon (almeno ai livelli operativi) e dallo sfruttamento dei fornitori che a loro volta si rivarranno sui propri dipendenti tagliando compensi e incentivi.

In sostanza una perfetta catena della povertà. Povertà che poi ci porta e carcere prodotti sempre più economici…e dove li troviamo ma certo! Su Amazon!

E il gioco è fatto il perfetto circolo vizioso della povertà diffusa è costruito e difficilmente scalfibile.

Intanto Amazon in borsa ha superato la mostruosa capitalizzazione di mille miliardi. Difficile dire se a questi prezzi sia ancora appetibile.

La considerazione che però viene spontanea è che mentre i cicli virtuosi portano sviluppo e benessere diffuso ad ampie zone di popolazione il ciclo della povertà funziona e reagisce al contrario. Ovvero da una estensione delle fasce meno abbienti non può che derivare prima o poi una riduzione del giro d’affari e ancora di più dei margini di utile.

Amazon and the cycle of poverty

Yesterday we tried to give an order of virtuous importance to the macro-economic data that every day accompany and sometimes influence the day of those who work on the financial markets.

Today we try to see the other side of the coin. In other words, as a success story, in reality it is based on a cycle that produces concentrated wealth but at the same time widespread poverty and even tends to extend it precisely because of the nature of its dynamics.

Specifically we are talking about Amazon. Who of us has never bought anything on the most famous e-commerce site in the world? Born as an on-line library, the Bezos site has gradually evolved by marketing products of all kinds at increasingly competitive prices.

But these competitive prices where do they come from?

– Underpaid labor. A study has even emerged that shows how in the areas where the Amazon distribution warehouses are located there is an overall impoverishment of the area, where work and other unpaid contracts and contracts are accepted in other situations

– Suppliers taken for the neck. If you want to sell on my site (and you can not afford not to be present especially if you produce popular products) the price I do it Amazon and must be able to largely beat the prices of online competition and even more of the real stores

Therefore, the low prices that we take advantage of derive from the internal exploitation of Amazon personnel (at least at operational levels) and from the exploitation of suppliers who in turn will revenge on their employees by cutting fees and incentives.

Basically a perfect chain of poverty. Poverty which then leads us to jail products increasingly cheaper … and where we find them but certainly! On Amazon!

And the game is made the perfect vicious circle of widespread poverty is built and hardly scalable.

Meanwhile Amazon on the stock exchange has exceeded the monstrous capitalization of one trillion. Hard to sayiftheseprices are stillpalatable.

But the consideration that comes naturally is that while the virtuous cycles lead to widespread development and wellbeing in large parts of the population, the cycle of poverty works and reacts to the contrary. In other words, from an extension of the less well-off groups, it is only possible to derive, sooner or later, a reduction in turnover and even more profit margins.

L’altra faccia della medaglia: Amazon e il ciclo della povertà ultima modifica: 2018-09-06T10:40:23+00:00 da Gianluca Braguzzi
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