L’Agenzia delle Entrate rivede il proprio codice di comportamento

I dipendenti dell’Agenzia delle Entrate sanno bene di dover rispettare determinate norme per non essere in contrasto con i voleri del proprio datore di lavoro. Ogni anno, l’Agenzia delle Entrate rivede il proprio codice di comportamento. Entro il 30 dicembre, ogni dipendente, può eventualmente consultare il regolamento interno e inviare proposte migliorative.

L’Agenzia delle Entrate detta il bon ton

Con l’introduzione di nuovi strumenti tecnologici, vedi i social network, l’Agenzia delle Entrate ha inserito nuove norme. I dipendenti come la prenderanno? In un paragrafo del nuovo codice di comportamento c’è un chiaro riferimento a cosa si può fare oppure no sui social network. L’AdE detta il bon ton ai propri lavoratori. Quest’ultimi devono essere consci di non poter aprire blog a sfondo fiscale. Inoltre non poter fare riferimenti al proprio lavoro su social come Facebook (NASDAQ:FB) e non utilizzare come foto profilo il logo aziendale.

Cosa fare

Tutti i dipendenti possono visionare la bozza del futuro codice di comportamento. Il datore di lavoro ha imposto altre regole: non si può navigare sui siti in orario di lavoro e neanche dal computer aziendale.

Il dipendente dell’Agenzia delle Entrate, ogni anno, deve sottoscrivere una dichiarazione in modo da evidenziare l’assenza di conflitti di interesse reali o potenziali.

Chi lavora all’Agenzia delle Entrate non ha vita facile. Deve attenersi scrupolosamente a quanto indicato altrimenti corre seri rischi di perdere il posto di lavoro. Effettivamente, il dipendente dell’Amministrazione finanziaria ha a che fare con dati sensibili e con un semplice clic interno potrebbe sapere  tutto di tutti.

Caccia ai furbi

Quante volte, sulle pagine di cronaca, abbiamo letto di dipendenti infedeli che hanno trasferito notizie riservate all’esterno. Spesso i dipendenti prendono sotto gamba il proprio ruolo. Infatti alcuni si dilettano anche ad  esercitare consulenza fiscale e tributaria al di fuori del proprio lavoro. Chi lavora con l’Agenzia delle Entrate non può esercitare inoltre attività di avvocato, commercialista, ragioniere e perito commerciale, consulente del lavoro e tributario. L’Agenzia delle Entrate rivede il proprio codice di comportamento e non perdona i furbetti presenti all’interno della propria pianta organica.

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