La transizione ecologica e digitale: verso un nuovo Ministero

Alla base del Next Generation Eu, vi è la transizione ecologica e digitale cioè un passaggio verso una maggiore attenzione al verde e alle trasformazioni digitali.

Almeno il 50% delle risorse del pacchetto che l’UE ha definito, dovrà essere investito per la le transizioni climatiche e digitali. Alla base ci sarà un Fondo per una transizione giusta e il programma Europa digitale. Come si può intuire, questa trasformazione, è alla base della ripartenza post-Covid prevista dall’Unione europea.

L’obiettivo principale risulta essere quello di un processo verso un sistema produttivo più sostenibile. In sostanza, un sistema la cui produzione industriale e energetica sia meno dannosa per l’ambiente e, in generale, per lo stile di vita delle persone.

Nella definizione dei programmi nazionali che vadano in questa direzione, bisogna prevedere un allontanamento dall’utilizzo di combustibili fossili e una crescente efficienza energetica. Tutto dovrà essere anche accompagnato dall’implementazione di economie circolari in diversi settori.

Quali sono le linee Guida dell’UE

L’uso delle rinnovabili, lo sviluppo di un’economia dell’idrogeno, il passaggio alla mobilità elettrica nel trasporto pubblico e privato e la riqualificazione edilizia per un miglioramento dell’efficienza energetica. Queste sono le principali linee d’intervento previste dall’Unione Europea, fra cui bisogna anche annoverare: il rimboschimento, la protezione della biodiversità, il riciclo e l’agricoltura sostenibile.

L’idea che sta alla base di queste linee guida non è solo salvaguardare l’ambiente. Ciò che realmente si vuole perseguire all’interno dell’UE è trasformare la lotta ai cambiamenti climatici in un’opportunità per una nuova crescita economica con nuovi posti di lavoro.

Per questo motivo occorrerà investire molti di questi fondi in ricerca e sviluppo valorizzando la formazione. Oltre allo sviluppo di competenze necessarie per la green economy.

Servono, però, anche le competenze digitali. I paesi dell’Unione Europea hanno, infatti, bisogno di investire nella formazione STEM (science, technology, engineering, mathematics). L’obiettivo è battere la concorrenza delle università ed aziende americane, cinesi ed indiane, solitamente prime in questo campo.

Il Ministero della transizione ecologica e digitale

Per favorire la transizione ecologica e digitale, molte nazioni tra cui l’Italia hanno istituito un Ministero ad hoc. Alcuni esempi in Europa già esistono. Infatti, in Francia c’è il Ministero della Transizione ecologica e solidale, che indica un nuovo modello di sviluppo basato sulla giustizia sociale.

In particolare si occupa di politiche di protezione ambientale, di trasporti, energia, politiche abitative e di difesa della biodiversità. Il ministero spagnolo, invece, ha due principali obiettivi: una legge sui cambiamenti climatici e la creazione di un piano energetico.

In Svizzera, questo Ministero si chiama Datec e riunisce ambiente, trasporti, energia e comunicazioni. L’Italia, invece, con il Governo Draghi, ha affidato il Ministero della Transizione ecologica ad uno dei massimi esperti di intelligenza artificiale, Roberto Cingolani.

Il suo compito sarà di coordinare tutte le attività afferenti all’innovazione sul fronte ambientale e la gestione dei fondi del Next Generation Eu.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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