La strada tortuosa del dipendente pubblico per ottenere l’anticipo della liquidazione

I dipendenti pubblici hanno la possibilità di chiedere un anticipo sul TFS/TFR (Trattamento di fine servizio/fine rapporto). Purtroppo, per ottenere quanto spetta non è poi così semplice. Vediamo la strada tortuosa del dipendente pubblico per ottenere l’anticipo della liquidazione fino ad un importo massimo di 45mila euro. Il primo Governo Conte ha introdotto questa norma (art. 23 del decreto-legge 28 gennaio 2019). Purtroppo, il dipendente pubblico deve districarsi nel solito labirinto burocratico per ottenere l’anticipo sul TFR.

Le banche si sono tirate indietro

La Funzione Pubblica ha inviato il mese scorso una circolare alle amministrazioni pubbliche per chiarire vari aspetti. Parallelamente, però, le banche hanno messo il bastone tra le ruote rendendosi non più disponibili ad anticipare agli statali l’indennità. Infatti, su 13 banche che avevano aderito all’accordo quadro con l’ABI, soltanto 4 istituti di credito hanno confermato la disponibilità. In effetti, gli istituti di credito hanno fatto i propri conti: gli interessi sono troppo bassi, pari al rendimento medio dei titoli pubblici maggiorato dello 0,40%.

Un passo indietro che ha il sapore dell’ennesima beffa per i dipendenti pubblici, già provati per quanto devono fare per presentare la richiesta. Infatti, per raggiungere la meta dell’anticipo del TFR non è poi così semplice.

I passi da fare per presentare la domanda di anticipo liquidazione

Gli Esperti di ProiezionidiBorsa ci guidano nei passaggi per ottenere l’anticipo della liquidazione. La prima cosa da fare è scaricare dal sito dell’INPS la domanda di certificazione del diritto all’anticipo del TFS/TFR compilarla e inviarla all’Istituto previdenziale. Nel contempo l’INPS, per dare avvio alla pratica, ha bisogno di ricevere dall’ex Ente di appartenenza del richiedente i dati giuridici ed economici necessari. A questo punto la Pubblica Amministrazione deve telematicamente comunicare i dati necessari relative al dipendente.

L’INPS ha 90 giorni di tempo per comunicare all’interessato il diritto o meno alla liquidazione. Solo da questo momento in poi il neo-pensionato può richiedere alla banca l’anticipo del proprio TFS/TFR.

La banca, una volta trovato l’accordo con il neo pensionato, effettua la comunicazione all’INPS e quest’ultimo ha 30 giorni di tempo per dare l’assenso definitivo. Ora, la banca può perfezionare il contratto di anticipo entro 15 giorni e provvedere ad accreditare l’importo sul conto corrente del beneficiario. Se tutto va bene, la strada tortuosa del dipendente pubblico per ottenere l’anticipo della liquidazione dura tra i 5 e 6 mesi.

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