La statistica di Trilussa e la realtà delle situazioni soggettive

Spesso, soprattutto gli analisti in ambito scientifico, utilizzano tecniche e metodi che hanno la pretesa della più assoluta oggettività.

Che si tratti di una perizia medica in un tribunale, o di un’analisi scientifica in altro ambito, si tende a presumere che i risultati che ne scaturiscono forniscano una visione improntata ad una visione reale e veritiera di quel che si è andato esaminando.

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Ma è sempre così? La risposta non può che essere negativa.

Abbiamo già visto in precedenti occasioni come spesso anche esperti scientifici di vari ambiti esprimano non tanto verità assolute ed incontrovertibili, quanto piuttosto opinioni diverse, ognuna sostenuta da alcune motivazioni.

La statistica di Trilussa e la realtà delle situazioni soggettive

Il fatto è che anche molte discipline scientifiche hanno una base solo statistica, ma la statistica, come evidenzia il poeta Trilussa in una sua celeberrima poesia, non dice sempre la verità e, anzi, spesso se ne discosta in modo significativo.

Ma cosa diceva Trilussa?

Riporto di seguito alcuni versi della sua poesia, di innegabile impatto anche semantico, e vedremo nel prosieguo che cosa intendo:

“Me spiego: da li conti che se fanno

seconno le statistiche d’adesso

risurta che te tocca un pollo all’anno:

e, se nun entra nelle spese tue,

t’entra nella statistica lo stesso

perché c’è un antro che ne magna due”.

Il rilievo delle situazioni soggettive

Credo che la poesia sia agevolmente comprensibile per chiunque.

Comunque il senso è che la statistica offre una visione generale, ma poi questa si compone di tante situazioni individuali, soggettive.

E la verità è che sono queste a contare realmente nell’esistenza di ognuno di noi, più che non le verità intese in senso generale e statistico.

Nella realtà economica di un Paese sono ad esempio presenti ricchi e poveri, ma la nostra situazione personale non si basa sulla statistica, ma solo su quello che impatta singolarmente sulla nostra personale situazione.

L’esempio dei vaccini ed il rapporto costi/benefici

La poesia di Trilussa mi è tornata in mente in questi giorni, dopo le drammatiche morti successive alla somministrazione di vaccini AstraZeneca.

Uso il termine successive in quanto ancora non si sa se sussista solo un nesso temporale o di causa ed effetto.

A tale riguardo, alcuni enti hanno affermato che il rapporto costi/benefici è a favore dei benefici, nel senso che sarebbero molti di più i benefici, che i costi, ovvero gli eventuali aspetti negativi.

Ma, se si accertasse quel nesso di causalità, non potremmo più affermarlo.

Infatti, proprio come direbbe Trilussa, probabilmente i vaccinati con qualche rilevante probabilità di non ammalarsi di Covid 19 sarebbero la stragrande maggioranza, ma…..

C’è un ma che bisogna considerare.

Se si accertasse un nesso di causalità con le morti, ovviamente la realtà meramente statistica dei dati dovrebbe lasciar spazio alla realtà di singoli. Singoli che dalla vaccinazione non hanno tratto alcun vantaggio. Anzi. E proprio per questo motivo sono state decise le sospensioni delle vaccinazioni.

Non conta solo la realtà statistica, ma anche e soprattutto la realtà delle singole situazioni.

Trilussa ce lo ricorda nell’esempio del pollo che si mangia, richiamando un’altra realtà, anche questa di stringente attualità, quella della situazione economica, divenuta in molti casi drammatica a seguito della pandemia.

Un altro aspetto di stringente attualità è quello dei vaccini.

Se si accerterà che le morti sono conseguenza dei vaccini, per i morti nulla importa che altri vaccinati godano di un effetto immunizzazione.

Ed ancora una volta ricorre anche per gli ordini dei medici un rilevante quesito. Meglio far prevalere la statistica, obbligando tutti ad avere un’unica opinione, pena l’espulsione nel caso si esprimano opinioni contrarie ai vaccini, oppure meglio consentire opinioni anche individuali, a tutela delle situazioni dei singoli, nonostante la statistica dica cose diverse?

Per concludere a proposito dell’argomento “La statistica di Trilussa e la realtà delle situazioni soggettive”, ricorre anche in questo caso l’antinomia di sempre tra generale e particolare, tra realtà statistica e realtà del singolo caso, esemplarmente richiamata da Trilussa nella sua poesia.

A cura di Gian Piero Turletti, autore di “Magic Box” e “PLT

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