La soluzione per abbassare costi ed emissioni con il pellet certificato

ENplus® è la certificazione internazionale che garantisce un pellet di alta qualità, che utilizza criteri ancora più severi rispetto alle norme tecniche di riferimento.

Il pellet è un combustibile legnoso rinnovabile, completamente naturale, ottenuto da legno vergine derivante prevalentemente da segatura e altri scarti della lavorazione del legno. Sottoposto unicamente a processi di lavorazione di tipo meccanico.

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La materia legnosa viene essiccata, compattata e pressata fino a formare piccoli cilindri, del diametro di 6 millimetri (o 8 mm in alcuni mercati scandinavi). Essi sono dei veri concentrati di energia termica, in grado di offrire prestazioni migliori della normale legna da ardere.

Si tratta di un prodotto esposto al rischio di contraffazione ma anche di danneggiamento durante la movimentazione e il trasporto e la cui efficienza dipende dalla qualità della materia prima e dei processi di lavorazione cui è sottoposta: qualsiasi trattamento chimico o l’impiego di collanti è vietato, al fine di garantire un prodotto rispettoso della salute e dell’ambiente.

La soluzione per abbassare costi e emissioni con il pellet certificato

Adottare un sistema di controllo e certificazione che copra l’intera filiera di approvvigionamento, dalla selezione della materia prima alla consegna del prodotto all’utente finale, è l’unica possibilità per garantire la qualità e la sicurezza di questo biocombustibile.

A questo scopo, 10 anni fa è stato creato lo standard internazionale di certificazione del pellet ENplus® che in Italia è gestito da AIEL, l’associazione nazionale della filiera bosco-legno-energia che rappresenta circa 500 imprese che vanno dalle aziende di lavorazione boschiva, ai produttori di stufe e caldaie, fino agli installatori e manutentori degli impianti.

L’associazione è impegnata a promuovere l’uso corretto e sostenibile delle biomasse legnose per la produzione di calore e ha fatto della qualità, della trasparenza e della legalità del mercato del pellet una delle sue principali battaglie, con l’obiettivo di contrastare frodi e abusi che, oltre ai consumatori, danneggiano anche le imprese che operano in maniera corretta. Per quanto riguarda le aziende che producono o commercializzano pellet, AIEL associa solo quelle certificate ENplus®.

Questa scelta nasce dalla consapevolezza che promuovere ENplus® significa dare le dovute garanzie di sicurezza sul prodotto al consumatore, al mercato e anche alle aziende associate. AIEL inoltre collabora attivamente con la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Dogane per evitare l’ingresso nel mercato nazionale di pellet contraffatto o non conforme.

Infografica certificazione enplus

Quanto si consuma in Italia?

In Italia ogni anno vengono consumate circa 12 milioni di tonnellate di legna da ardere, 3,2 milioni di tonnellate di pellet e 1,4 milioni di tonnellate di cippato. Negli ultimi sei anni il consumo di legna e pellet nel settore residenziale è rimasto pressoché invariato: i dati ufficiali del GSE confermano la stabilità dei consumi delle biomasse residenziali dal 2013 al 2018, con lievi variazioni annuali legate all’andamento delle temperature. Il 91% dei combustibili legnosi è impiegato in impianti di riscaldamento residenziali.

Una guida per il consumatore

Per essere sicuro, il consumatore deve acquistare pellet certificato, controllato lungo tutta la filiera, con una classificazione di qualità che segue le stesse regole e standard in tutto il mondo. Per riconoscere facilmente un sacchetto di pellet ENplus® è necessario verificare che sul sacco sia ben visibile il nome e l’indirizzo dell’azienda titolare del codice ID ENplus® che compare sulla confezione, insieme al marchio di certificazione e di qualità dell’azienda stessa.

Devono inoltre essere obbligatoriamente riportate in etichetta, nella lingua del paese in cui il pellet è venduto, l’indicazione merceologica “pellet di legno”, il diametro (6 o 8 mm) e il peso netto (kg), nonché le note “conservare in un luogo asciutto” e “utilizzare unicamente in sistemi di combustione idonei e certificati, seguendo le istruzioni del costruttore e quanto previsto dalla normativa nazionale”. Per tutelare ancora di più i consumatori, AIEL ha redatto una Guida rapida all’individuazione delle contraffazioni ENplus® e ogni informazione necessaria alla verifica è liberamente disponibile online.

Alleato nella lotta al cambiamento climatico

Il pellet contribuisce in minima parte al fenomeno del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici. Per ogni megawatt/ora di energia primaria prodotta, il gasolio emette in atmosfera 326 kg di CO2 equivalente, il GPL 270 kg di CO2eq., il metano 250 kg di CO2eq., mentre il pellet 29 kg di CO2eq. e la legna da ardere 25 kg di CO2eq.

Si tratta a tutti gli effetti di una fonte energetica rinnovabile, poiché l’energia in essa contenuta è energia solare immagazzinata nel corso della crescita delle piante, per mezzo della fotosintesi. Per questo motivo le biomasse vegetali sono una risorsa energetica rinnovabile e rispettosa dell’ambiente che può dare un contributo importante al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione posti dall’Unione Europea e dalla direttiva RED II sulle fonti rinnovabili.

Il problema delle polveri sottili

L’emissione di polveri sottili è invece un limite dei sistemi di riscaldamento alimentati con legna o pellet, soprattutto se parliamo di impianti obsoleti a livello di prestazioni ambientali, che dovrebbero essere sostituiti con soluzioni disponibili sul mercato e ampiamente sostenibili. Secondo le stime di AIEL gli impianti obsoleti rappresentano circa il 70% degli apparecchi a legna e pellet oggi installati. Gli impianti di nuova generazione sono in grado di abbattere le emissioni fino al 70% rispetto agli apparecchi tradizionali, mentre le moderne caldaie arrivano oltre il 90%. Per questo AIEL ha lanciato la strategia “Rottamare ed educare”, volta a promuovere e sostenere la rottamazione di 350mila apparecchi obsoleti l’anno nei prossimi 10 anni e comunicare ai cittadini l’importanza della corretta installazione e delle buone pratiche di gestione degli apparecchi, prima fra tutte l’utilizzo esclusivo di legna e pellet di qualità certificata.

Quali sono gli incentivi vigenti per l’acquisto di stufe o caldaie più efficienti?

Per le sostituzioni di apparecchi già installati c’è il Conto Termico, un incentivo erogato direttamente sul conto corrente del richiedente. Promosso dal GSE, questo incentivo prevede un contributo diretto ai consumatori fino al 65% della spesa sostenuta per la sostituzione di apparecchi obsoleti con generatori moderni che migliorino l’efficienza e riducano le emissioni. Si rivolge sia a soggetti privati che a pubbliche amministrazioni, per impianti di natura sia commerciale che residenziale.

Rispetto alle detrazioni, che si recuperano in 10 anni, il Conto Termico è erogato in un’unica soluzione fino a 5.000 euro di incentivo, oppure in due o cinque anni per gli impianti di maggiore potenza. Sono poi state prorogate al 31 dicembre 2020 le detrazioni fiscali per l’efficienza energetica degli edifici, il cosiddetto Ecobonus. Tra gli interventi incentivabili al 50% c’è anche la sostituzione o nuova installazione di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili.

Altre possibili soluzioni possono venire dal Superbonus 110%, per l’installazione di caldaie a biomasse a 5 stelle in aree non metanizzate e in Comuni non sottoposti alla procedura di infrazione per il superamento dei limiti di emissione e interventi abbinati come l’installazione di una moderna stufa a legna o pellet o una caldaia a biomasse in classe 5 stelle o la sostituzione di un vecchio generatore a legna e pellet con una stufa o caldaia da 4 stelle in su.

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