La sentenza della Corte tedesca è un allarme per le banche italiane e per i titoli di Stato

Ieri la Corte costituzionale tedesca si è pronunciata sulla legittimità del Quantitative Easing da parte della Banca Centrale Europea. Una decisione attesa e che ha influito negativamente sull’andamento dei mercati azionari europei e sull’andamento delle obbligazioni governative. La sentenza della Corte tedesca è un allarme per le banche italiane e per i titoli di Stato. Vediamo perché.

A cosa serve il Quantitative Easing

Ricostruiamo brevemente i fatti. La Corte Costituzionale tedesca è stata chiamata a pronunciarsi sulla legittimità del programma di Quantitative Easing. Il QE fu messo in campo dalla Banca Centrale Europea nel 2012, allora guidata da Mario Draghi. L’obiettivo era contrastare la speculazione contro i titoli di Stato, in particolare quelli italiani.

Compito del QE è di comprare sul mercato secondario tutti i titoli di Stato che vengono venduti. Lo scopo è di evitare una crisi finanziaria negli Stati dell’Unione Europea col debito più alto (Italia e Grecia in primis), e quindi di tutelare in ultima istanza la tenuta dell’Euro. L’acquisto dei titoli di Stato venduti sul mercato finanziario, permette alla BCE di arginare la speculazione. Col QE si frenano i rendimenti dei titoli di Stato (lo spread) e si limita il costo di finanziamento attraverso questi.

La sentenza della Corte tedesca è un allarme per le banche italiane e per i titoli di Stato

La sentenza di ieri riconosce la legittimità del Quantative Easing e del programma di riacquisto, ma pone dei dubbi sulla quantità dei titoli acquistati. Con la sentenza di ieri la Corte richiede alla BCE di fornire entro tre mesi motivazioni valide per giustificare gli acquisti illimitati di titoli. Se queste valide motivazioni non saranno fornite, la Corte costituzionale tedesca potrebbe imporre alla Banca Centrale tedesca di ritirarsi dal QE.

Se la Bundesbank si dovesse ritirare dal programma di riacquisto, si creerebbero delle forti turbolenze sul mercato dei titoli di Stato, a partire dai nostri. Perché La BCE si troverebbe in difficoltà inizialmente a portare avanti con efficacia il QE senza la principale Banca centrale della UE. E sarebbe un messaggio di sfiducia e debolezza ai mercati, che potrebbero trovare nella sentenza la crepa per fare saltare la diga di difesa dell’Euro.

Banche italiane a rischio
Se questo avvenisse, lo spread potrebbe ricominciare a salire e per l’Italia sarebbe più costoso finanziarsi sul mercato. Specialmente nel momento in cui va incontro a una fase economicamente e finanziariamente delicata, con un debito in forte aumento.

Le nostre banche sono piene di titoli di Stato italiani. Un crollo dei prezzi delle obbligazioni governative metterebbe alla corda il nostro sistema bancario. Lo scenario potrebbe essere anche peggiore di quello che si verificò a cavallo tra il 2011 e il 2012.

Il ruolo di Angela Merkel

Sinceramente non siamo ottimisti sulla decisione della Corte costituzionale. La sensazione è che i 3 mesi siano una specie di segnale alla BCE. Un avvertimento a mettere in campo soluzioni alternative in caso di ritiro della Bundesbank dal programma.
Ma è anche vera una cosa: la politica in Germania non la fa la Corte costituzionale ma Angela Merkel. E’ al suo ultimo mandato ed è stata il delfino di Helmut Khol, l’artefice della riunificazione della Germania. Khol è considerato unanimemente uno statista. Angela Merkel è stata un ottimo politico, ma se vuole essere all’altezza del suo maestro deve salvare l’Europa monetaria. Se Merkel vuole essere ricordata nella storia come statista, adesso è il momento di agire. Adesso o mai più

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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