La scorsa settimana è stata molto positiva per il mercato delle criptovalute

La scorsa settimana è stata molto positiva per il mercato delle criptovalute. Il prezzo di Bitcoin ha infatti superato i 55.300 dollari, mentre la sua capitalizzazione di mercato (market cap) ha superato i 1.000 miliardi di dollari, per la prima volta, il 19 febbraio. Il breakout è continuato e il BTC ha poi raggiunto un altro massimo storico a 56.368 dollari. Record che è stato battuto anche dall’altra criptovaluta di riferimento, Ethereum. Su questa fase rialzista ci sono state insistenti voci dell’interessamento dell’americana BlackRock, la quale ha dichiarato che gli investitori cercano depositi di valore.

E così, ora che Bitcoin ha cementato il suo status di asset da un trilione di dollari insieme a quelli di Amazon, Apple e Google, anche le grandi banche tradizionali stanno mostrando un interesse crescente nell’offrire servizi di custodia delle criptovalute per i loro clienti. Senza contare l’interesse crescente da parte anche di privati facoltosi e dalle società di servizio che offrono sistemi di pagamento.

La scorsa settimana è stata molto positiva per il mercato delle criptovalute. Cosa attendere da ora in poi?

Quanto alle previsioni di mercato per il breve e medio termine, secondo alcuni analisti specializzati nel settore, il prezzo di Bitcoin potrebbe salire anche a 100mila dollari entro la fine dell’anno, mentre altri sostengono che a breve ci possa essere un intervento delle autorità di vigilanza internazionali, così che il prezzo delle criptovalute potrebbe risentire di questo intervento, e quindi il prezzo potrebbe scendere. D’altronde, non sarebbe la prima volta se gli watchdogs internazionali intendessero porre delle regole al trading di questi asset.

In primis le banche centrali, a partire dalla Banca Centrale Europea, non fosse altro anche perché queste intendono introdurre delle loro valute digitali di riferimento, come dichiarato diverse volte anche dalla governatrice della BCE Christine Lagarde. L’intento delle banche sarebbe quindi quello di avere sì una view favorevole verso questi strumenti, purché regolamentati, o meglio, direttamente emessi da una banca centrale tradizionale, come qualsiasi valuta tradizionale. Una posizione che potrebbe suscitare certamente qualche critica tra gli investitori.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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