La ristrutturazione ecosostenibile in cinque punti

La ristrutturazione ecosostenibile in cinque punti.

Giusto dieci anni fa, il Consiglio europeo aveva approvato la revisione della Direttiva 2002/91/CE. Questa su proposta dal Parlamento, in materia di certificazione energetica. Il nuovo testo di legge comunitario prevedeva obiettivi vincolanti riguardo la realizzazione di nuovi edifici a emissioni zero. E questi obiettivi sarebbero partiti nel 2018 per gli edifici pubblici, e dal 2020 per le costruzioni private.

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Ecco in estrema sintesi spiegate le origini e i motivi dei recenti e massicci incentivi fiscali, in tema di efficienza energetica. Questo è un singolo aspetto realizzabile anche attraverso una concezione più ampia di ristrutturazione, meglio definita come bioedilizia o edilizia ecosostenibile. Com’è possibile realizzare questa riconversione edilizia? Entriamo nel vivo del discorso e scopriremo come la ristrutturazione ecosostenibile in cinque punti possa divenire realtà per chiunque. Si tratta di una cultura di progettazione, di realizzazione o anche di ridefinizione degli immobili esistenti, nel rispetto dell’ambiente e della salute dell’essere umano.

Impiegare materiali a basso impatto ambientale

Ogni opera di ristrutturazione che intenda rispettare i criteri della bioedilizia, deve usare materiali facilmente smaltibili, magari prodotti nei paraggi. Si tratta di prodotti con un breve ciclo di trasformazione e con ridotto impatto sull’ambiente. Devono essere privi di sostanze dannose, proteggere dai rumori e dagli incendi. Un esempio sono i materiali ottenuti dalla cellulosa. Ad esempio la pula di riso, il sughero, o l’argilla espansa. Si utilizzano in bioedilizia anche la fibra di legno, di canapa, di cocco, di lino, di juta, etc. Tutti questi materiali possono trovare impiego sia in sede di costruzione che di ristrutturazione di un immobile. Partendo dal tetto, ai solai, alle pareti. L’attenzione va infine posta anche alla composizione delle pitture e delle vernici, dei materiali per i pavimenti, per le mattonelle.

Ridefinire gli spazi

Il risparmio energetico e l’amore per l’ambiente passano anche attraverso una ridefinizione degli spazi. Che vuol dire ampliare ed aggiungere punti luce, evitando che tale soluzione riscaldi l’ambiente troppo d’estate. In questo modo si utilizzerà di meno l’illuminazione elettrica, mentre l’appartamento risulterà più luminoso e più spazioso. Nel ridefinire gli spazi, una buona soluzione sarebbe quella di spostare a sud gli ambienti più strategici, e a nord quelli meno vissuti e di servizio.

Parola d’ordine: isolare

È a questa finalità che rispondono ad esempio gli incentivi per il cappotto di un condominio. Pareti esterne, soffitti, solai devono garantire un isolamento dai rumori, ma soprattutto dagli sbalzi termici. La finalità è il comfort, ma anche minimizzare l’impiego di energia per il riscaldamento o il raffreddamento dell’immobile.

Quarto punto: ristrutturare gli impianti

Occorre privilegiare l’installazione di impianti con fonti di energia pulita e rinnovabile. In caso contrario, bisogna prestare attenzione alla scelta di impianti che utilizzino nel modo più efficiente possibile le fonti non rinnovabili.

La ristrutturazione ecosostenibile in cinque punti

Infine, il quinto punto chiama in causa direttamente l’utilizzo di infissi e arredi green. Quanto agli primi,  va preteso il massimo soprattutto in termini di isolamento. Riguardo gli arredi, invece, l’attenzione va riposta nei materiali che li compongono. Quindi, sceglierli naturali, riciclati e certificati, o le cui colle e vernici non risultino dannose per l’uomo e per l’ambiente. Infine, preferirli nel minor uso di imballaggi protettivi possibile.

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