La riscossa delle banche italiane alle porte?

Se rally sarà, la riscossa delle banche italiane potrebbe essere alle porte.

Troppi anni bui accumulati e troppo potenti le risorse messe a disposizione dalla BCE per non pensare che la situazione non sia migliorata.

Ripulite e risanate certamente no, ma meritevoli di attenzioni maggiori certamente sì.

I titoli bancari italiani sono probabilmente le azioni più sottovalutate se parametrate in termini di dividendi alle cugine europee.

Che poi sottostanti vi siano problemi irrisolti è questione comune che diventa marginale nel momento in cui le ingenti liquidità andranno a cercare  le azioni con forte potenziale di crescita.

Specie in una fase di bolla dei prezzi come quella che potrebbe generarsi.

CREVAL e BPM trimestrali al top

Tra i titoli azionari del settore bancario sui quali puntare ci sentiamo di citare CREVAL e BPM reduci dalla presentazioni di trimestrali assolutamente positive.

Forte crescita degli utili sia per Banco BPM che per CREVAL (CVAL).

Trattasi di due banche italiane che provengono da matrici e storie molto differenti.

In questa fase storica si ritrovano appaiate nel mostrare una potente lievitazione  della redditività.

Risultati che assumono ancora più valore agli occhi del mercato visto il contesto macroeconomico e il crollo della marginalità tra raccolta ed erogazione nell’era dei tassi a zero.

Frena ma batte le attese al 30 settembre

Banco BPM ha dunque completato i primi nove mesi del 2019 con un utile netto di 686 milioni.

Dato importante visto che risulta in crescita del 30,9% rispetto allo stesso periodo del 2018.

A calmare gli entusiasmi la precisazione che il dato beneficia di plusvalenze particolari ed occasionali, contabilizzate nel secondo trimestre.

Trattasi del riassetto del credito al consumo e alla rinnovata partnership con Credito Fondiario sul recupero degli Npl.

Estrapolando il terzo trimestre infatti si torna alla normalità con un utile di 93,3 milioni.

Dato che, pur in calo di oltre il 45% trimestre su trimestre, ha superato le attese poste a  81 milioni.

La somma di tutto ciò  a livello previsionale è che al netto delle poste straordinarie emerge la potenzialità di un dividendo interessante.

CREVAL raccoglie i frutti del nuovo piano industriale

Chi potrebbe guidare la riscossa delle banche italiane  c’è  un’altra azione da acquistare, ovvero CREVAL.

Poi ognuno valuterà il timing migliore in base ai propri segnali operativi.

Ma rileviamo l’appetibilità di un titolo che ha, di fatto,nei primi nove mesi del 2019  triplicato l’utile salito a 33,4 milioni.

Risultato importante frutto di un profondo lavoro di ristrutturazione e ridefinizione del piano industriale della banca valtellinese.

Anche qui sono poi programmate cessioni di NPL e in ogni caso la crescita degli utili consentirà la distribuzione di un dividendo assolutamente interessante.

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