La Polizia Postale chiude alcuni gruppi virtuali. Ecco quali e tutte le conseguenze che ci saranno

Negli ultimi tempi, va sempre più di moda l’app Telegram. Luogo virtuale in cui si possono scambiare contenuti e immagini. Il portale è accessibile praticamente a chiunque. Creare un account è molto facile. Telegram è famoso soprattutto per i gruppi di chat istantanee che si possono creare. Si tratta di gruppi con almeno 200 utenti che scambiano tra loro opinioni, foto e video. Ma spesso questi contenuti non sono legali. Ed è per questo che sono intervenute le autorità. Infatti, la Polizia Postale sta chiudendo alcuni gruppi virtuali. Ecco quali e tutte le conseguenze che ci saranno. Vediamo allora nel dettaglio di cosa si tratta.

Revenge Porn su Telegram

I gruppi di cui stiamo parlando utilizzano il social per scopi illegali. Il fenomeno che più sta dilagando al momento è quello del Revenge Porn. Si tratta di “vendette” a sfondo sessuale. Per intenderci, la condivisione di immagini e video di ragazze riprese durante l’intimità. Lo scopo principale è quello di denigrare il soggetto vittima delle riprese. E Telegram, se usato male, può essere distruttivo in questo senso. La possibilità di condividere con centinaia di persone i contenuti, ha reso il fenomeno del Revenge Porn troppo comune. Non sono pochi i casi di suicidio registrati da parte delle vittime. Oppure la fuga dalle proprie regioni, o l’auto-reclusione nella propria casa. Perciò, si sta parlando di un atto disumano e senza alcun tipo di scusa per chi lo compie.

La Polizia Postale chiude alcuni gruppi virtuali. Ecco quali e tutte le conseguenze che ci saranno

L’avv. Angelo Greco spiega tutto nel dettaglio. Per chi diffonderà foto e video a sfondo erotico, è prevista la reclusione fino a 6 anni. Ma le conseguenze coinvolgeranno anche altri utenti. Si tratta di coloro che hanno scaricato sul proprio cellulare i suddetti contenuti. Soprattutto se il materiale riguardava ragazze minorenni. In quel caso, l’accusa è di possesso di materiale pedopornografico. E cancellarlo non servirebbe a nulla, in quanto la Polizia riuscirebbe a risalire anche ai file eliminati di recente. Nessun rischio, invece, per gli spettatori passivi.

Ma chi può denunciare? Chiunque può fare la denuncia se la vittima è una minorenne o una donna incinta. Se così non dovesse essere, invece, allora solo la persona che sta subendo il Revenge Porn potrà far partire la querela.

Come proteggersi

Il tema merita tutta l’importanza che effettivamente ha. Le conseguenze che ricadono sulle vittime di Revenge Porn sono terribili. E speriamo che questo fenomeno si chiuda al più presto. Per tutelarvi, intanto, cercate di non inviare mai vostre foto intime. E, se mai dovesse accadere, e queste fossero pubblicate, denunciate immediatamente. Ne avete pieno diritto.

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