La pinza veneta, il dolce portafortuna nella notte dell’Epifania

In Veneto la tradizione del Panevin è fortemente sentita. Si tratta di falò propiziatori accesi dal più giovane della famiglia. L’origine di questo rito sta nel rappresentare, mediante il fuoco, la vita e la speranza oltre l’oscurità e il rigore della stagione invernale. La voglia di andare avanti, bruciando il vecchio, che rappresenta l’anno passato, è da ricondursi ad usanze addirittura pre-cristiane. Invece, secondo la tradizione cristiana, il Panevin rappresenta il fuoco che i pastori utilizzarono per asciugare i panni del Bambino Gesù.

Il falò e il simbolismo della condivisione del cibo

Il fuoco richiama alla condivisione e alla solidarietà, con la presenza, intorno al falò, di tutti gli abitanti del quartiere. Si beve il vin brulè in sette preparazioni diverse e si mangia poi un dolce tipico, fatto con la farina di mais la farina di frumento. Si tratta di una sorta di pane dolce speziato ed aromatizzato. Avvolto in foglie di cavolo verza, viene cotto nella cenere. Questa è la pinza veneta, il dolce portafortuna nella notte dell’Epifania. Vediamo come prepararlo.

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Ingredienti:

a) 300 gr di farina per polenta;

b) 225 gr di farina tipo 0;

c) 1 litro di latte e 1 bicchiere di acqua;

d) 150 gr di burro;

e) 150 gr di zucchero;

f) 150 gr di fichi secchi;

g) 100 gr di uvetta;

h) 40 gr di pinoli;

i) 1 cucchiaio di semi di finocchio;

l) 1/2 bicchierino di grappa;

m) 1 bustina di lievito per dolci;

n) 1/2 cucchiaino di cannella;

o) 1 pizzico di sale.

Prepariamo la pinza veneta, il dolce portafortuna nella notte dell’Epifania

Sciacquiamo l’uvetta e mettiamola in ammollo nella grappa. Poi tostiamo velocemente i pinoli e tagliamo a pezzettini i fichi secchi.

In una pentola, a parte, mettiamo a bollire il latte con un bicchiere di acqua. Aggiungiamo le farine poco alla volta, mentre mescoliamo con una frusta, per evitare la formazione di grumi. Continuiamo a far cuocere la polenta per circa 20 minuti. A questo punto togliamo dalla fiamma, e nella pentola ancora calda uniamo il burro, poi lo zucchero. Mescoliamo bene e versiamo il tutto in una ciotola capiente.

È il momento di aggiungere i fichi secchi, l’uvetta e la sua grappa, poi i pinoli. Ancora amalgamiamo per bene, mentre aggiungiamo i semi di finocchio, il sale, la cannella e la bustina di lievito.

A questo punto imburriamo una tortiera nella quale verseremo il composto. Cerchiamo di livellarlo, aiutandoci con le mani un po’ umide. Inforniamo la pinza a 180°, per circa 1 ora. Dopo averla lasciata riposare per qualche ora, prepariamoci a mangiare insieme la pinza veneta: è il dolce portafortuna nella notte più magica dell’anno.

Ecco dunque illustrato come realizzare la pinza veneta, il dolce portafortuna nella notte dell’Epifania. Infine, in quest’altro articolo illustriamo invece la ricetta della meringa di mandorle.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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