La Pet Therapy dimostra che gli animali possono aiutare nella guarigione di alcune malattie

L’uomo (Homo sapiens sapiens) si accompagna agli animali da prima dell’avvento dell’agricoltura. Da circa 12mila anni il cane e 4.500 anni il gatto accompagnano l’essere umano. Insieme hanno creato un legame inscindibile diventando compagni, amici, collaboratori.

Pet Therapy è il nome che definisce un particolare tipo di rapporto che si crea tra animale e uomo. Su tale relazione si fonda una terapia oggi riconosciuta scientificamente anche in Italia: la Pet Therapy, come dice il nome, ha come protagonisti proprio gli animali domestici.

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La sua funzione è quella di portare benefici a livello psico-fisico a coloro che, affrontando una malattia, risiedono in ospedale o altre strutture sanitarie.

In Italia la pratica della Pet Therapy esiste già dagli anni 80’. Ma da meno di 20 anni, questa terapia è stata riconosciuta a livello ufficiale. Oggi un illustre ospedale pediatrico, il Meyer di Firenze, ne afferma l’efficacia e l’importanza come aiuto alle terapie tradizionali. Secondo gli esperti del Meyer, infatti, la Pet Therapy dimostra che gli animali possono aiutare nella guarigione di alcune malattie.

Cos’è la Pet Therapy?

L’origine della parola “pet” deriva dall’inglese “animale domestico/accarezzare”. Unita al termine “therapy” racchiude l’intero significato di questo trattamento.

La Pet Therapy ha una storia che risale agli anni ’90 del Settecento, quando in Inghilterra alcuni malati mentali si prestarono ad occuparsi di piccoli animali domestici. Eppure solo nel 1953, il neuropsichiatra infantile Boris Levenson comprende l’importanza della relazione uomo-animale. Ci si accorge quanto la vicinanza di un cane o di un gatto possa curare stress, depressione, riattivando l’energia mentale e fisica perduta a causa di una malattia.

Come si è detto, in Italia i primi accenni alla Pet Therapy si avranno solo negli anni ’80 del ‘900. Dal 2000 in poi questa terapia ha varcato ufficialmente in confini italiani inizialmente con progetti sperimentali. Tra queste, un progetto che oggi è diventato stabile nel campo “della relazione d’aiuto”, ha avuto origine grazie all’intuizione dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze.

In questo modo la Pet Therapy ha avuto modo di provare la sua efficacia accompagnando i piccoli malati prima in zone riservate dell’ospedale, poi in reparti specifici. Di grande impatto anche il lavoro degli “animali dottori” anche con anziani, malati di Alzheimer, bambini affetti da autismo, detenuti.

La Pet Therapy dimostra che gli animali possono aiutare nella guarigione di alcune malattie

Gli animali vengono preparati di buonora dai loro compagni di lavoro. Le procedure igieniche e i controlli veterinari sono precisi e accurati (Protocollo organizzativo sulle misure di prevenzione e la trasmissione nosocomiale delle infezioni negli interventi assistiti con gli animali). Gli operatori specializzati sono formati per accompagnare e mediare la relazione tra paziente e animale in qualsiasi ambito di lavoro si trovino.

La comunità scientifica oggi riconosce a pieno diritto l’efficacia della Pet Therapy. Una carezza, un biscotto dato con timidezza, una passeggiata al guinzaglio insieme al cane. quest’attività si è rivelato fondamentale, come afferma l’ospedale Meyer di Firenze: “dal 2016 sono stati 201 i pazienti in regime di ricovero e 350 quelli seguiti in day hospital”.

Gli effetti della compagnia e dell’accudimento reciproco tra animale e paziente sono incredibili. La Pet Therapy allieva gli stati di stress, dolore, paura, tramite la presenza dell’animale.

I cani hanno la capacità di “fermare il tempo”, come afferma Francesca Mugnai, presidente dell’associazione Antropozoa specializzata negli interventi assistiti con gli animali. Ecco un altro esempio in cui si dimostra che la Pet Therapy dimostra che gli animali possono aiutare nella guarigione di alcune malattie.

Gli animali diventano un magico sostegno al malato, ma anche per la famiglia e per tutto il personale ospedaliero che ogni giorno vive momenti impegnativi. Gli ambiti di azione di questa terapia molto particolare sono molteplici: disabilità intellettive, disturbi psichiatrici e relazionali, malattie infantili, disagio.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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