La paura fa 9.000 di Gianluca Braguzzi

E’ evidente ormai come sulle borse europee domini la paura , l’incertezza. Il fatto che le borse USA siano arrivate recentemente vicine ai massimi mentre le borse del vecchio continente ne fossero lontanissime era già di per se un alert preoccupante. 
L’incapacità di riprendere un trend di recupero che duri almeno due sedute è il chiaro segnale che qualcosa di molto significativo non va e non convince. Eppure i dati macro non sono così pessimi, eppure i rubinetti del QE alla europea sono ancora aperti. Proprio qui sta il punto, il QE in salsa teutone NON funziona. A che serve comprare solo bond governativi e/o di qualità se il problema sono i bond bancari per lo più intossicati? A immettere liquidità che però non rientra nel sistema produttivo, sia per la difficoltà della banche intossicate di riprendere a fare il loro lavoro principale di credito, sia per il pesante fardello burocratico e fiscale che le normative UE e italiane in particolare pongono, già allo start, sulle spalle di chi voglia fare impresa. Col risultato che il saldo tra imprese che cessano l’attività e nuovi avvii è drammaticamente negativo.
Come se ne esce?
Semplice:
1 indirizzando il QE verso gli asset tossici e in cambio acquisendo quote della banche (si chiama nazionalizzazione… e se lo ha fatto la liberale Gran Bretagna…)
2 abbattendo la fiscalità per le imprese e favorendo l’occupazione specie di lungo termine
3 tagliando e tagliando il fardello burocratico
Direi che più che una serie di aspettative, la situazione rende questi passaggi un obbligo urgente.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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