La mannaia degli accertamenti fiscali sugli italiani

Fino al termine di maggio non ci vedremo recapitare lettere dall’Agenzia delle Entrate. Dal giorno dopo però arriverà la mannaia degli accertamenti fiscali sugli italiani. La sospensiva in base al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dello scorso 11 marzo 2020 è fino al 31 maggio. L’amministrazione finanziaria dopo quella data potrà ripartire con accertamenti e notifica di atti e cartelle fiscali.

Quante cartelle fiscali sono sospese

Si ritornerà al lavoro ordinario e per quanti non hanno ricevuto comunicazioni in questi mesi, vedranno recapitarsi in posta ordinaria oppure via pec le comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate. Le cartelle fiscali che sono nel cassetto perché sospese dall’emergenza del coronavirus sono oltre 3,7 milioni. A queste vanno ad aggiungersi altre che secondo stime fatte dal Direttore dell’AdE sono ulteriori 4,8 milioni. La mannaia degli accertamenti fiscali sugli italiani arriverebbe a 8,5 milioni.

A cosa serve la prescrizione di due anni

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L’Agenzia delle Entrate ritiene che la norma inserita nel decreto Cura Italia della prescrizione prolungata di due anni sia solo una misura pro-contribuenti ma nei fatti alla stessa agenzia che controlla la fiscalità degli italiani non porta benefici. L’amministrazione finanziaria ritiene che riesca a fine anno a far tutti gli accertamenti fiscali dovuti. In poche parole la prescrizione prolungata a due anni è servita solo ai contribuenti per diluire nel tempo controlli e accertamenti di eventuali situazioni di irregolarità.

C’è chi invoca la pace fiscale

Imprese e famiglie nel mirino del fisco, la levata di scudi si trasferisce sul piano politico. Le opposizioni invocano di applicare la famosa pace fiscale, tanto cara a Matteo Salvini, leader della Lega e che vede concordi anche gli altri partiti dell’opposizione. Da Governo e maggioranza questa misura è stata già bocciata durante la discussione di emendamenti. Per pace fiscale si intende un insieme di provvedimenti fra cui la rottamazione di tutte le cartelle esattoriali e interventi mirati di saldo e stralcio. Ma al giorno d’oggi l’ipotesi non è stata presa in considerazione.

 

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