La luce in fondo al tunnel?

Capita che determinate frasi, determinate espressioni, possano assumere non solo un significato tra loro diverso, ma addirittura opposto.

Proprio come quando si parla della luce in fondo al tunnel.

Frase generalmente intesa come spiraglio di speranza e, in campo economico, simbolo di una possibile fase di ripartenza dopo un periodo di crisi.

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Non a caso si fa riferimento alla luce, che riesce a ricomparire rompendo le tenebre.

Ma quella luce è tale, da far sempre ben sperare?

Non è detto.

Potrebbe non essere quella luce che preannuncia l’uscita, ma i fari di un tir che ci sta venendo incontro, facendoci rischiare un frontale.

Questa la parafrasi della situazione in cui potrebbe trovarsi il governo.

Vediamo perché

La luce in fondo al tunnel: problemi superati o rischio di fare un frontale per il governo?

Il governo ha cercato di affrontare la questione economica confidando anche in alcuni provvedimenti, parte frutto di scelte di precedenti esecutivi, provvedimenti che probabilmente hanno aggravato, o rischiano di aggravare ancora di più la situazione.

Vediamone alcuni e analizziamone dinamiche ed effetti.

Limite ai contanti

L’imposizione di limiti all’uso del contante, teoricamente avrebbe la finalità di combattere riciclaggio di denaro ed evasione fiscale, ma serve realmente allo scopo?

Diversi enti hanno messo in guardia l’esecutivo, per evidenziare come tale fine sia difficilmente raggiungibile, ma a fronte di un rischio di ulteriore frenata dell’economia.

Questo effetto negativo si riscontra, statisticamente, nella maggior parte dei casi di introduzione di limitazioni al contante. Ma a fronte di quali benefici?

Baipassare i divieti, come abbiamo visto in altri articoli, è piuttosto semplice.

Il passaggio di denaro può avvenire al riparo da occhi indiscreti, ed il frazionamento, o l’utilizzo di soggetti indiretti, intermediari, permette di evitare la riconducibilità della provenienza del denaro ad un medesimo soggetto.

Un rischio, quindi, di andare a sbattere contro il muro dei trucchi, per aggirare la legge, mentre la luce di una possibile ripresa viene sempre più allontanata.

Controlli sui conti correnti

Anche i famigerati controlli sui rapporti finanziari intrattenuti dai cittadini, con correlate presunzioni a favore del fisco, spesso si rivelano arma spuntata.

Basta, come precisato in altra occasione, formulare un contratto di finanziamento senza interessi, tra chi trasferisce denaro e chi lo acquisisce.

Insomma, non è dalla lotta all’evasione o da tali strumenti, che Conte può sperare di ricevere una spinta decisiva per uscire dal tunnel.

Al tempo stesso rischiando, però, di aggravare la situazione economica.

E, a quanto pare, non è neppure dalle idee degli incontri a Villa Pamphili, che non sono arrivate, che si possa pensare di prendere quei pesci che, invece, non si sa proprio come prendere.

Resta la forza d’inerzia ma, probabilmente, è troppo poco per consentire all’esecutivo di uscire da un tunnel, che rischia di condurre più ad un frontale contro un tir dentro il tunnel, invece che condurre ad un’uscita dal tunnel stesso.

Come poi non bastassero tutti i problemi di questo periodo, ieri sera sono state divulgate in televisione sconcertanti intercettazioni, relative al processo che portò alla condanna premeditata e dolosa di Berlusconi nel 2013.

Non è escluso che ne derivino ulteriori, pesanti ripercussioni anche a livello politico, peraltro in una fase in cui la giustizia (?) italiana pare già ai minimi termini, tra sfiducia complessiva verso la stessa, e scandali di vario tipo, da Palamara al processo Berlusconi e, probabilmente, chi più ne ha, più ne metta.

A cura di Gian Piero Turletti, autore di “Magic Box””e “PLT

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