La legge italiana giustifica i maltrattamenti in famiglia per ragioni religiose e culturali?

La Corte di Cassazione si è recentemente espressa su un caso di maltrattamenti di un uomo straniero nei confronti della sua convivente.

L’imputato era stato precedentemente condannato in appello per i reati di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e lesioni personali aggravate. Il soggetto ha poi fatto ricorso in Cassazione invocando in sua difesa l’art. 51 c.p. relativo all’esercizio di un diritto. Questa norma permette al presunto reo di non essere punito se ha agito nell’esercizio di un suo diritto o nell’adempimento di un dovere.

Nel caso di specie si ha a che fare con quelli che si definiscono “reati culturalmente orientati”. Questi si caratterizzano per il fatto che sono considerati tali all’interno di un ordinamento giuridico, ma non anche in quello cui il reo appartiene.

Qual è il problema

Il problema, in casi come questo, sta nel fatto che un’azione ritenuta “normale” da chi la compie, ha invece valenza penale in un altro contesto. L’ordinamento italiano, infatti, reprime ogni atto di violenza a prescindere dalle origini di chi lo commette. Su questa scia, quando ci domandiamo se la legge italiana giustifica i maltrattamenti in famiglia per ragioni religiose e culturali, la risposta è certamente no.

La decisione della Corte di Cassazione

I giudici della Cassazione hanno rigettato il ricorso presentato dall’imputato che aveva invocato il già citato art. 51 c.p. poiché inammissibile e infondato. Gli Ermellini hanno invocato l’art 3 della nostra Costituzione sul principio di uguaglianza e sulla centralità della persona. Il nostro ordinamento pone l’uomo sopra ogni altra cosa, per cui ne risulterebbe un’incompatibilità laddove si giustificasse la violenza per qualsivoglia ragione.

Se mai qualcuno ci domandasse se la legge italiana giustifica i maltrattamenti in famiglia per ragioni religiose e culturali, sappiamo cosa rispondere. Uno Stato di diritto tutela sempre i diritti umani e ne difende ogni eventuale violazione, tentata o consumata.

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