La frase pronunciata ieri dalla governatrice della Banca Centrale Europea

La frase pronunciata ieri dalla governatrice della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, al termine della riunione del Board la dice tutta sui timori dell’eurozona. Timori che riguardano un possibile apprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro. In quelle parole l’istituto di Francoforte ha deciso di mantenere la propria stance di politica monetaria invariata sui rischi inflattivi dell’euro. Se dovesse continuare ai ritmi attuali, il già citato apprezzamento dell’euro potrebbe rallentare di molto l’export del Vecchio Continente. Proprio nel momento economico peggiore dal secondo dopoguerra. L’effetto sarebbe quello di produrre un ulteriore rallentamento nel processo di uscita dalla crisi che le economie europee stanno affrontando.

Le parole della governatrice, la quale ha comunque promesso di mantenere i tassi d’interesse ai livelli attuali ancora per lungo tempo, sembrano in parziale contrasto proprio con le stesse decisioni prese dalla BCE . E l’apprezzamento del rapporto di cambio euro-dollaro indirizzato verso il livello 1,2000,  verificatosi dopo la pubblicazione delle decisioni di politica monetaria, la dice tutta su come gli investitori abbiano letto in chiave decisamente “hawkish” l’immobilismo mostrato dai banchieri centrali. Investitori che si aspettavano possibilmente un ammorbidimento ulteriore della stance monetaria. O, perlomeno, della forward guidance. Ammorbidimento che, però, non c’è stato.

La frase pronunciata ieri dalla governatrice della Banca Centrale Europea

Come la BCE possa affrontare il problema del super euro nei prossimi mesi non è facile a dirsi. Soprattutto considerando che la stessa Banca Centrale, per statuto, può prefiggersi come unico obiettivo soltanto quello del contenimento del tasso di inflazione entro il livello del 2,0%. Un livello che in questo momento è fuori portata. Inoltre ricordiamo che la BCE non ha alcun potere di influenza sul mercato dei cambi. Tuttavia, è evidente che questo limite può essere aggirato indirettamente attraverso una riduzione ulteriore dei tassi d’interesse. Oppure attraverso un incremento del quantitative easing relativo all’acquisto straordinario di asset sul mercato secondario. Dal momento che, però, la Lagarde non ha detto parole chiare su queste possibilità, è logico attendersi che la valuta unica possa continuare a rimanere ai livelli attuali nei confronti del biglietto verde, o anche più alti, nel breve e medio periodo.

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