La forte ripresa dell’economia americana e la forza del dollaro possono condannare l’oro a ulteriori ribassi

La forte ripresa dell’economia americana e la forza del dollaro possono condannare l’oro a ulteriori ribassi. Generalmente, infatti, l’oro acquista forza nei momenti buoi sui mercati azionari e quando il rendimento dei bond americani non è più conveniente. Nelle ultime settimane queste condizioni non sono verificate e il metallo prezioso continua la sua fase di debolezza.

Settimana scorsa, ad esempio titolavamo il nostro report E se l’oro avesse segnato il minimo annuale per dirigersi verso l’obiettivo in area 3.000 dollari? e commentavamo

 Come avevamo anticipato nei mesi scorsi (cliccare qui per leggere tutti i report), l’oro dopo una discesa ininterrotta dai massimi dell’agosto 2020 in area 2.000 dollari, dopo un inizio anno debole potrebbe esplodere al rialzo verso area 3.500 dollari. Un indizio in tal senso viene dalla settimana appena conclusasi che ha visto scattare un segnale di acquisto sia del BottomHunter che dello Swing Indicator. Potremmo, quindi, essere a un punto di svolta.

Purtroppo la svolta non c’è stata e le quotazioni hanno fallito in chiusura di settimana la rottura della resistenza in area 1.757,7 dollari. Sono ormai cinque settimane, quindi, che le quotazioni sono bloccate all’interno del trading range 1.680,7-1.757,7 dollari. Solo una rottura dei livelli indicati potrebbe dare direzionalità alle quotazioni.

Se settimana prossima potrebbe essere decisiva per assistere alla rottura di uno dei livelli indicati, la chiusura mensile non dovrebbe riservare sorprese. I livelli oltre i quali si potrebbe assistere a una svolta, infatti, sono molto lontani e la probabilità che vengano raggiunti in tre sedute è molto piccola.

Per il resto gli obiettivi chiave sono quelli indicati nelle figure seguenti.

Nelle prossime settimane un ruolo fondamentale è rivestito dalla resistenza in area 1.757,7 dollari. Una chiusura settimanale superiore a questo livello aprirebbe le porte a un’inversione rialzista che, se confermata da una chiusura mensile superiore a 1.745,5 dollari, aprirebbe le porte a un possibile rialzo fino in area 3.000 dollari.

Qualora, invece, si dovesse continuare al ribasso, chiusura settimanale inferiore a 1.680,7 dollari, gli obiettivi sono quelli indicati in figura.

La forte ripresa dell’economia americana e la forza del dollaro possono condannare l’oro a ulteriori ribassi: le proiezione dell’analisi grafica

L’oro (prezzo in tempo reale) ha chiuso la seduta del 26 marzo in rialzo dello 0,42% rispetto alla seduta precedente a quota 1.732,3 dollari. La settimana, invece, si è chiusa con un ribasso dello 0,54%

Time frame settimanale

oro

Le linee oblique rosse rappresentano i livelli di Running Bisector; le linee orizzontali i livelli de La Nuova Legge della Vibrazione. Sulla sinistra è mostrato il volume per ciascun livello di prezzo. Il pannello intermedio riporta il segnale di BottomHunter. Il minimo sul time frame considerato è segnato quando è uguale a 1. Il pannello dei volumi mostra il volume scambiato per ciascuna barra confrontato con una media mobile esponenziale zero lag a 20 periodi. Nel pannello inferiore è mostrato lo Swing Indicator che mostra i segnali al rialzo e al ribasso sullo strumento in questione.

Time frame mensile

oro

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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