La finanza mondiale sull’orlo del precipizio mette a rischio risparmi e mutui degli italiani

Il nuovo anno è iniziato in continuità con il 2020 dal punto di vista economico e finanziario. Le difficoltà legate alla pandemia e le tensioni sociali che si ripetono in tutto il mondo stanno infatti gravando pesantemente sull’economia. Mentre i conti pubblici, sempre meno sostenibili, possono beneficiare del PEPP, famiglie ed imprese rischiano il collasso finanziario. Il grido di allarme arriva dal cosiddetto “gruppo dei trenta”, un’associazione di consulenti governativi presieduta dall’economista italiano Mario Draghi.

Secondo gli studiosi si stanno verificando pericolose derive finanziarie in grado di minare la stabilità economica di molti Paesi, tra cui l’Italia. L’impatto di questa nuova possibile crisi potrebbe ricadere principalmente su famiglie e piccole imprese. Insomma, la finanza mondiale sull’orlo del precipizio mette a rischio risparmi e mutui degli italiani e non solo.

Le cause del collasso

Le ragioni di tale allarmismo si possono ricondurre a due filoni principali. Da un lato, il crescente indebitamento di famiglie ed imprese rende sempre meno probabile la restituzione dei prestiti. Il debito privato raggiunge ormai il 300% del PIL mondiale, una soglia considerata particolarmente critica dagli economisti. Il secondo campanello d’allarme è la sempre più evidente spaccatura tra andamento dei mercati finanziari ed economia reale. Mentre le piccole imprese produttive arrancano tra chiusure imposte dalla pandemia e calo dei consumi, le borse macinano record su record. Pochi colossi mondiali, attivi in settori chiave della nuova economia, rendono i propri investitori sempre più ricchi. Mentre la piccola impresa crolla, determinando licenziamenti e diminuzione del gettito fiscale per gli Stati.

La finanza mondiale sull’orlo del precipizio mette a rischio risparmi e mutui degli italiani

Il gruppo dei trenta ha riassunto in dieci punti le proprie proposte per uscire da questa difficile congiuntura. Se la situazione non migliorasse velocemente, gli Stati non potrebbero evitare patrimoniali mettendo a rischio i risparmi e i conti correnti. Inoltre, l’aumento delle insolvenze acuirebbe il fenomeno noto come “credit crunch”.

In altre parole, le banche vedrebbero impoverirsi i propri conti economici e smetterebbero di erogare credito ai cittadini. Questi ultimi rischierebbero di subire prelevamenti coattivi da parte di Stati sempre più indebitati. Paesi già sofferenti come l’Italia potrebbero essere tra i primi a patire queste conseguenze. Insomma, la finanza mondiale sull’orlo del precipizio mette a rischio risparmi e muti degli italiani. Una situazione già nota ai correntisti del nostro Paese e che ProiezionidiBorsa ha analizzato in un recente approfondimento

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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