La depressione può far ottenere l’assegno di mantenimento

La depressione che può far ottenere l’assegno di mantenimento è quella che può affliggere una moglie che fatichi a reinserirsi nel mondo del lavoro. Ecco che la depressione può concorrere a far ottenere l’assegno di mantenimento. E’ infatti difficile immaginare una serena attuazione del monito della Corte di Cassazione. Monito secondo cui la moglie separata o divorziata dovrebbe mettere a frutto la propria capacità lavorativa o il proprio titolo di studio, invece di sperare nell’assegno.

Data l’eccessiva severità di quella posizione si sono poi manifestate nuove aperture a favore delle ex mogli, delle quali vi avevamo già detto.

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Quella che vi raccontiamo oggi è un’altra delle recenti aperture che si riscontrano in giurisprudenza.

La depressione può far ottenere l’assegno di mantenimento

L’ordinanza che commentiamo per voi è la 21140 del 2020.

Se siete una moglie separata in quella fascia di età in cui si fatica a trovare lavoro e questo ha generato una forma di depressione, potete rivendicare il diritto al mantenimento. La Cassazione comincia a prendere atto del fatto che talvolta il titolo professionale o la teorica capacità lavorativa possono rimanere lettera morta. Del resto basta consultare il sito dell’INPS per verificare le percentuali di disoccupazione delle donne comprese in una certa fascia di età.

Nella vicenda in esame hanno pesato a favore della moglie la durata dello stato di disoccupazione ed il fatto che, durante l’ultimo periodo di occupazione, il suo stipendio fosse calato sensibilmente. I giudici hanno quindi osservato quanto segue. E’ ben vero che la moglie separata, ormai da molti anni, non ha più necessariamente diritto di mantenere lo stesso tenore di vita di cui godeva durante il matrimonio. Ma è altrettanto vero che la solidarietà familiare alla base dell’istituto del mantenimento fa sì che a quella moglie si debba garantire almeno il sostentamento.

Significativa è, in particolare, una delle frasi conclusive dell’ordinanza. La Corte scrive che i giudici devono valutare la concreta, non la teorica, possibilità che il coniuge separato ha di mantenersi da solo.

Quindi l’oggettiva difficoltà a reperire un lavoro ed uno stato di salute che non aiuti possono ben contribuire a farvi ottenere l’assegno di mantenimento.

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