La debolezza dei mercati americani è durata poco e ora area 34.000 diventa sempre più vicina

La debolezza dei mercati americani è durata poco e ora area 34.000 diventa sempre più vicina. È questa, in estrema sintesi, la conclusione cui si giunge dopo la chiusura del 5 febbraio.

Tutto dipenderà da come si svolgerà settimana prossima l’andamento del Dow Jones. Secondo il frattale previsionale, infatti, siamo vicini a un punto nodale per capire l’andamento di medio/lungo periodo. Come si vede dal confronto tra il frattale e l’andamento reale, infatti, potrebbe o essersi formato un minimo relativo oppure si è già formato il minimo del primo trimestre.

Nel primo caso le quotazioni dovrebbero prendere nuovamente a scendere, nel secondo, invece, si è già partiti per andare a formare il massimo annuale.

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Sarà, quindi, decisivo capire cosa succederà settimana prossima.

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La debolezza dei mercati americani è durata poco e ora area 34.000 diventa sempre più vicina: le indicazioni dell’analisi grafica

Il Dow Jones (clicca qui per le quotazioni) ha chiuso la seduta del 5 febbraio a quota 31.148,24,62 in rialzo dello 0,3% rispetto alla seduta precedente. La variazione settimana su settimana è stata del 3,89%.

Time frame settimanale

Come già anticipato settimana scorsa, l’immediato recupero di area 30.970 (II obiettivo di prezzo) potrebbe far scattare una nuova fase direzionale rialzista con obiettivo in area 33.400.

L’importanza di quanto potrà accadere in prossimità di area 30.970 è chiara anche dal grafico dove si vede che da ormai cinque settimane si sta combattendo una battaglia senza esclusione di colpi.

dow jones

Dow Jones: proiezione rialzista in corso sul time frame settimanale. Le linee oblique rosse rappresentano i livelli di Running Bisector; le linee orizzontali i livelli de La Nuova Legge della Vibrazione. Sulla sinistra è mostrato il volume per ciascun livello di prezzo. Il pannello intermedio riporta il segnale di BottomHunter. Il minimo sul time frame considerato è segnato quando è uguale a 1. Il pannello dei volumi mostra il volume scambiato per ciascuna barra confrontato con una media mobile esponenziale zero lag a 20 periodi. Nel pannello inferiore è mostrato lo Swing Indicator che mostra i segnali al rialzo e al ribasso sullo strumento in questione.

Time frame mensile

Siamo solo a inizio mese per cui è difficile trarre conclusioni, anche preliminari.

Ricordiamo che con la chiusura di gennaio nulla era cambiato nello scenario di lungo periodo. Le quotazioni, infatti, sono sempre dirette verso area 34.000, prima, e 42.000, poi.

Va, però, notato che discese fino in area 26.000 sono ancora compatibili con lo scenario rialzista. Una chiusura mensile inferiore a 26.000 farebbe crollare le quotazioni dell’indice Dow Jones.

Ovviamente una chiusura mensile superiore a 30.900 spalancherebbe le porte al raggiungimento di area 34.000.

dow jones

Dow Jones: proiezione rialzista in corso sul time frame mensile. Le linee oblique rosse rappresentano i livelli di Running Bisector; le linee orizzontali i livelli de La Nuova Legge della Vibrazione. Sulla sinistra è mostrato il volume per ciascun livello di prezzo. Il pannello intermedio riporta il segnale di BottomHunter. Il minimo sul time frame considerato è segnato quando è uguale a 1. Il pannello dei volumi mostra il volume scambiato per ciascuna barra confrontato con una media mobile esponenziale zero lag a 20 periodi. Nel pannello inferiore è mostrato lo Swing Indicator che mostra i segnali al rialzo e al ribasso sullo strumento in questione.

Approfondimento

Il Ftse Mib Future rompe gli indugi e lo scenario che vede il raggiungimento prima di quota 30.000 e poi di 40.000 prende sempre più piede

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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