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La crisi del canale di Suez riuscirà a evitare un ritracciamento del prezzo del petrolio?

Settimana scorsa scrivevamo che il petrolio sarebbe potuto scendere fino in area 50 dollari dove si decideranno le sorti di lungo periodo. Durante la settimana in corso, però, c’è stato un elemento di novità. La crisi del canale di Suez riuscirà a evitare un ritracciamento del prezzo del petrolio?

Come è noto dalle cronache, infatti, martedì 23 marzo il canale è stato bloccato a causa di una nave portacontainer che si è incagliata ostruendo il percorso delle navi. A oggi il traffico è ancora bloccato e secondo le previsioni più pessimistiche la chiusura potrebbe durare anche 2 settimane. In tal caso sarebbe un disastro visto che per ogni giorno di chiusura si perdono 10 miliardi di dollari.

Questo evento ha avuto un impatto, positivo per chi è investito al rialzo, sul prezzo del petrolio che dopo un inizio settimana debole ha ripreso forza. Ad esempio, durante la seduta di venerdì il prezzo del greggio ha guadagnato oltre il 4%. Tutto questo, però, non è servito a far ripartire al rialzo le quotazioni. Il bilancio settimanale, infatti, è stato negativo.

Una rapida soluzione e riapertura del canale di Suez potrebbe contribuire ad affossare le quotazioni del petrolio.

La crisi del canale di Suez riuscirà a evitare un ritracciamento del prezzo del petrolio? I livelli chiave da monitorare con attenzione secondo l’analisi grafica

Il petrolio  (prezzo in tempo reale) ha chiuso la seduta del 26 marzo a quota 60,97 dollari in rialzo del 4,12% rispetto alla seduta precedente. La settimana, invece, si è chiusa con un ribasso dello 0,78% rispetto alla chiusura settimanale precedente.

Nulla da aggiungere a quanto scritto settimana scorsa.

Come si vede dai grafici seguenti la proiezione in corso su entrambi i time frame è ancora rialzista, ma presto i nodi verranno al pettine. Una rottura di area 56,6 dollari in chiusura di settimana, infatti, potrebbe portare a un’accelerazione ribassista fino all’ultimo baluardo in area 48 dollari. Una chiusura settimanale inferiore a questo livello, combinata con il segnale ribassista dello Swing Indicator, potrebbe portare le quotazioni molto più in basso.

D’altra parte una chiusura mensile inferiore a 53,54 dollari aprirebbe le porte a una discesa delle quotazioni (almeno) fino in area 30 dollari nel lungo periodo.

Per questi motivi, quanto accadrà settimana prossima in prossimità di area 50 dollari potrebbe avere implicazioni molto importanti con conseguente forte ribasso del prezzo del petrolio.

Time frame settimanale

petrolio

Le linee oblique rosse rappresentano i livelli di Running Bisector; le linee orizzontali i livelli de La Nuova Legge della Vibrazione. Sulla sinistra è mostrato il volume per ciascun livello di prezzo. Il pannello intermedio riporta il segnale di BottomHunter. Il minimo sul time frame considerato è segnato quando è uguale a 1. Il pannello dei volumi mostra il volume scambiato per ciascuna barra confrontato con una media mobile esponenziale zero lag a 20 periodi. Nel pannello inferiore è mostrato lo Swing Indicator che mostra i segnali al rialzo e al ribasso sullo strumento in questione.

Time frame mensile

petrolio

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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