La crisi attuale e quella del 2008: analogie e divergenze sui mercati

I giovanissimi la crisi del 2008 l’avranno perlopiù sentita nominare o solo studiata a posteriori (all’università, o sui libri, o altro ancora) . In non più giovanissimi l’hanno invece vissuta, a prescindere se 10 anni fa fossero investitori o meno. La crisi attuale e quella del 2008 hanno, tra le analogie, quello di avere ineludibili ripercussioni sulla vita reale di tutti i giorni. Oggi come ieri le attività si stanno bloccando, il Pil (per adesso) mostra i primi scricchiolii, la aziende piccole o grandi che siano s’interrogano quanto altro potranno resistere. Prima di iniziare a licenziare o a chiudere proprio.

I mercati finanziari

Ancora, la crisi attuale e quella del 2008 hanno di analogo anche i violenti sell-off di questi giorni: si vende di tutto e ci si rintana nel cash. Non mancano le divergenze, tutte interessanti. Una prima di esse la si rinviene nel fatto che allora vennero (almeno inizialmente) massacrati tutti i titoli bancari, finanziari ed assicurativi (la crisi era sorta da essi infatti). A titolo d’esempio, le mitiche ‘Banche del territori’, ovvero Banca Etruria, CariChieti, CariFerrara, B. Marche, nel giro di un quinquennio passarono da ottime valutazioni ad essere inglobate (il 26 novembre 2017) nel gruppo UBI Banca (tranne CariFerrara che venne assorbita da Bper Banca). Le due Banche venete seguirono a ruota. Oggi simili scenari all’orizzonte non se ne intravedono. Le quotazioni delle banche stanno soffrendo, si è vero, ma insieme a tutto il resto del listino. Non sono infatti “il” comparto da shortare a piene mani, cosa che invece stanno vivendo a tratti i petroliferi.

L’economia reale

Tra la crisi attuale e quella del 2008, quali altre analogie e differenze? Quest’ultime attengono alla sfera dell’economia reale, e sono l’aspetto più interessante da sottolineare. Un forte discriminante risiede nei fondamentali dell’economia mondiale che, al netto di qualche eccezione, è da considerarsi buono. Il sistema finanziario è stato a più riprese ricapitalizzato, vantando oggi tassi di capitale proprio di primissimo ordine. Le Istituzioni – monetarie e politiche – hanno dal canto loro imparato la lezione proprio da quella che l’ha preceduta 12 anni fa. Insomma, il coronavirus si è finora dimostrato devastante, è vero, ma al netto di improbabili derive poi regna la piena fiducia di vincere la sfida.

Come gestire il portafoglio

Una prima valida strategia sarebbe quella di adottare un approccio di lungo termine. Terrebbe al riparo dai violenti scossoni di questi giorni. Una seconda, dettata dalla saggezza, ruota attorno alla scelta di optare per titoli difensivi, meno performanti rispetto alla media di mercato, nel bene ma anche (di questi tempi) nel male.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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