La Cina aiuta i mercati. Borse in rialzo

Ritorna la fiducia sui listini internazionali anche grazie ad alcuni dati macro incoraggianti. Infatti la Cina aiuta i mercati con i numeri del suo PMI manifatturiero che confermano una ripresa che, finora, era solo una speranza. Per quanto riguarda Wall Street, invece, si conferma un novembre da record. Intanto anche il vaccino e le aspettative crescenti sulla sua distribuzione aiutano la ripresa delle quotazioni. Risultato: Borse in rialzo.

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I mercati internazionali

Sui mercati internazionali il segno più si è diffuso ormai ovunque. Le performance di Francoforte e del suo Dax, ad esempio, lo confermano, infatti, alle 15, l’indice tedesco guadagnava uno 0,84% dietro a quello francese, il Cac 40, con uno 0,9%. Meglio di tutti, però, fa il Ftse 100 inglese con un +1,75%. Dall’altra parte dell’oceano, nello stesso momento, i futures dei tre maggiori indici USA, vantavano un +0,95% sull’S&P 500, un +1,06% sul Dow e, infine, un +0,8% sul Nasdaq.

I rating degli analisti a Piazza Affari

Per quanto riguarda il Ftse Mib, anche qui si festeggia, anche senza grandi esultanze. Infatti nello stesso momento, Milano vede un +0,23%. Tra i report degli analisti è da segnalare il lungo excursus tra i titoli italiani fatto dagli esperti di Intesa Sanpaolo. In questo caso con rating buy gli analisti guardano a titoli come, ad esempio, Fca (16 euro), Telecom Italia (MIL:TIT) (0,54 euro) e Unipol (4,60 euro). Rating anche migliore (add) per Cnh Industrial (8,70 euro), Diasorin (200,10 euro) e Poste Italiane (9,70 euro). Add ancora su altri nomi come, ad esempio, Prysmian (30,10 euro), Snam (5,40 euro) e Unicredit (9,10 euro).

Gli eventi più importanti nel calendario

Agli orari prefissati si può consultare il calendario macroeconomico per leggere l’esito dei dati macroeconomici pubblicati. La Cina aiuta i mercati infatti tra i dati macroeconomici pubblicati oggi spicca, come detto, il PMI manifatturiero Caixin cinese che vede a novembre 54,9 punti in rialzo sui precedenti 53,6. Diverso, invece, il discorso per quelli europei. Il PMI manifatturiero del Vecchio Continente, invece, scende a novembre a 53,8 punti invece dei precedenti 54,8 punti.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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