La chiave per un sistema di trading efficiente

contenuto a cura di http://www.traders-mag.it/

Questo articolo mostra come è possibile strutturare un portafoglio di trading sistematico. Prima di tutto, esaminiamo in dettaglio gli aspetti critici per il successo di un portafoglio di trading sistematico.

Le limitazioni del trading sistematico

Tutti i trader professionisti cercano di trovare un vantaggio statistico nei propri mercati di trading, e poi lo usano per sé. Il trader sistematico fa un altro passo, e tenta di trasformare il vantaggio statistico che ha trovato in una routine fortemente formalizzata. Spesso, l’obiettivo di un trader sistematico è quello di scrivere un algoritmo (un programma per computer) che renda completamente automatici i setup di trading che ha formalizzato.

Il problema, però, è che il vantaggio statistico trovato non esiste per sempre, specialmente nel caso del trading a breve termine. Per un trader sistematico ciò significa, innanzitutto, che deve proteggersi contro i “crash di sistema”, che lo accompagneranno per tutto il tempo in cui si dedicherà a questo tipo di trading. A questo punto entra in gioco la diversificazione dinamica. La figura 1 mostra come è possibile creare una struttura di diversificazione per il trading sistematico. I singoli riquadri rappresentano l’obiettivo del sistema sviluppato. Se, per esempio, utilizziamo la strategia di trend-success dell’articolo “Trading di successo con le news” (TRADERS’ 09/2016, disponibile nel negozio su www.traders-mag.it), il nostro obiettivo diventa quello di classificare le fasi di “bassa frequenza” e di “trend forte”. Dunque, l’obiettivo del sistema di trading rappresentato da un riquadro nella figura 1, consiste nella frequenza di trading e nella fase del mercato a cui si applica il vantaggio statistico. La frequenza di trading si riferisce alla durata media di un trade.

La figura 2 mostra come l’autore differenzia le frequenza di trading. I periodi di holding medi maggiori di un’ora appartengono alla fascia della bassa frequenza, mentre i trade che in media rimangono sul mercato da pochi secondi a 60 minuti appartengono alla fascia di media frequenza. Tutto ciò che ha un tempo medio inferiore a un secondo appartiene, secondo l’autore, al trading ad alta frequenza. Per gli sviluppatori di sistemi ci sono infinite risorse su Internet, da cui trarre idee e strategie. Sfortunatamente, l’informazione non è distribuita in modo equo. Ci sono moltissime informazioni e moltissimi setup per la fascia della bassa frequenza, ma le informazioni sono scarsissime per le fasce di media e alta frequenza. Tuttavia, per ottenere delle prestazioni soddisfacenti ed avere allo stesso tempo un portafoglio di sistema ben diversificato è necessaria anche la zona di trading veloce. Ciò accade perché i portafogli che si basano troppo sulla fascia di bassa frequenza possono portare a declini lenti e profondi, che possono essere mitigati soltanto parzialmente da una diversificazione intelligente nelle diverse classi dei beni, ma solo parzialmente. Questa non è un’opzione accettabile per un trader professionista, che basa il suo reddito sul trading. Nel caso di un trader privato, invece, la fascia di media frequenza diventa quella più importante, perché la fascia ad alta frequenza diventa quasi impossibile da realizzare. In questo esempio, l’intera fascia dei mercati laterali calmi è stata esclusa. Ciò accade perché, secondo l’autore, i mercati laterali calmi nei differenti periodi non sono interessanti per i trader direzionali. Ciò può essere diverso per i venditori di opzioni o i trader arbitrari (le differenze di prezzo a breve termine tra i mercati). Nel caso del trading ad alta frequenza, il problema principale è rappresentato dai requisiti estremi necessari per un’infrastruttura competitiva.

Entrare in un portafoglio di sistema

Chi fa osservazioni o ha idee per il trading solo occasionalmente, e le mette realisticamente alla prova soltanto poche volte ogni anno, impiegherà anni per mettere insieme un proprio sistema.  Per i principianti, naturalmente, ci chiediamo quanti sistemi siano necessari, almeno nel portafoglio, per renderli ben diversificati. Se occupassimo  tutti i riquadri del nostro grafico con almeno un sistema, in questo caso avremmo sei sistemi. Però, facendo così non avremmo una riserva di sistemi, e dunque non avremmo una struttura di diversificazione profonda. Utilizziamo come criterio di esclusione dal portafoglio il momento in cui un sistema supera il massimo declino approvato. In questo caso, per mantenere ulteriormente la struttura di diversificazione bisogna sostituire il sistema. Se facciamo un passo in avanti e vogliamo avere due sistemi per ogni riquadro, ci servono almeno dodici strategie. Da un certo punto in avanti, la diversificazione addizionale diventa controproducente, perché lo sforzo smette di essere proporzionale al guadagno addizionale. Quindi, un buon obiettivo può essere quello di costruire un portafoglio sistematico di 15-20 sistemi di trading, di cui almeno sei e al più dodici vengano utilizzati dal vivo.

Trappole sul cammino per il portafoglio di sistema

Un grande errore che spesso fanno i trader sistematici con poca esperienza è quello di non abbinare bene i sistemi. In altre parole, dobbiamo fare attenzione a cercare strategie che non siano correlate ai nostri sistemi migliori. Un esempio potrebbe essere quello di mescolare una strategia di gap-trading (che si basa sui divari dei prezzi) per le azioni con una strategia di trend-following per le notizie e il mercato forex nella zona di bassa frequenza. Se adesso aggiungiamo dei sistemi per la zona di media frequenza (che, come detto, non sono facili da trovare e implementare) diventa chiaro che il rischio complessivo può essere valutato pesando ogni sistema individuale nel portafoglio. Se, per esempio, un trader sistematico è orientato al massimo declino che un singolo sistema ha prodotto in passato, allora ha bisogno della capacità di dividere i valori delle sue posizioni in modo ottimale. Solo allora potrà portare le varie frequenze di trading a un denominatore comune. Qui è facile sbagliare, perché bisogna creare strategie completamente diverse. Per questo, fin dall’inizio, è necessario mantenere l’equilibrio riguardo al declino massimo. Ciò vuol dire semplicemente che bisogna allocare lo stesso capitale di rischio assoluto a tutti i sistemi nel portfolio. Il sistema di trading di notizie sopra menzionato ha un declino massimo di meno 600 dollari  su una posizione della grandezza di un minilotto (il lotto è la misura standard nella valuta di trading, con un lotto che equivale a 100.000 unità della valuta di base) negli ultimi quattro anni, nel contratto spot EUR/USD. Se il declino massimo nel passato viene superato, il sistema di trading di notizie viene rimosso dal portafoglio attivo.

Per dare una maggiore flessibilità al sistema è possibile utilizzare anche un multiplo del massimo declino. Se adesso vogliamo investire 2.500 $ in questa strategia di trading, dobbiamo aumentare cinque volte le dimensioni delle rispettive posizioni. Se rischiassimo solo 250 $, dovremmo dimezzare le posizioni e arriveremmo quasi alla diminuzione massima, cioè cinque contratti da un microlotto. Purtroppo, l’aumento e la diminuzione quasi illimitata delle grandezze delle posizioni sono possibili solo con poche classi di beni. Se vogliamo costruire un portafoglio di sistema ben diversificato, dobbiamo avere già un conto che sia almeno a cinque cifre. Altrimenti non riusciremo ad ottenere una diversificazione sufficientemente buona delle classi dei differenti beni, ed allo stesso tempo ad avere un equilibrio dei sistemi individuali.

Conclusioni

Come suggerisce il termine diversificazione dinamica, il trading sistematico è un processo che richiede un input costante da parte del trader. La struttura descritta in questo articolo deve essere riempita dal trader con degli approcci buoni e robusti. Ciò richiede tempo e molta esperienza. Ma se riuscirete a costruire un portafoglio di trading sistematico ben diversificato, potrete ottenere un reddito regolare attraverso il trading. Potrebbe essere difficile trovare buoni setup per il trading a media frequenza, perché questo spesso è la gallina dalle uova d’oro dei portafogli di trading sistematico, e raramente viene mostrato al pubblico. Questa potrebbe essere la chiave per un sistema di trading di successo.

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F1) Diversificazione dinamica

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La figura 1 mostra come un trader sistematico crea una struttura di diversificazione. Prima di tutto, essa dovrebbe prevedere uno scambio continuo dei sistemi individuali secondo delle regole chiare e uno sviluppo complementare efficiente di nuovi sistemi di trading.
Fonte: grafico dell’autore

F2) Frequenze di trading

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La figura mostra la separazione nelle differenti frequenze di trading. La frequenza di trading gioca un ruolo importante nella struttura di diversificazione. Sulla base della divisione in frequenze di trading diverse, un trader sistematico, oltre alle classi dei beni e alla strategia di trading, ha un’ulteriore componente di diversificazione che può essere inclusa nella sua pianificazione.
Fonte: grafico dell’autore

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Oliver Bossmann

Oliver Bossmann è un analista di mercato presso la ETX Capital. Lavora nel settore finanziario da più di 15 anni, e si è specializzato in CFD e trading FX. Oltre al suo lavoro, gestisce il blog di video e live streaming www.livetrader.tv.

Oliver@livetrader.tv

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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