La Borsa di Milano viene tenuta a galla da un accordo tra due potenze economiche 

Nella seconda seduta della settimana frenano tutte le Borse europee ad eccezione di quella di Londra. Anche Piazza Affari perde terreno. Ma la Borsa di Milano viene tenuta a galla da un accordo tra due potenze economiche.

Ci aiuta a capire cosa è accaduto oggi sui mercati azionari, l’analisi degli Esperti di ProiezionidiBorsa.

Andamento incerto per i mercati azionari del Vecchio Continente

Le principali Borse europee chiudono tutte in rosso ad eccezione della Borsa di Londra, che termina la seduta in rialzo dello 0,6%. Quest’anno dovremo abituarci ad una corsa in solitaria della City, favorita dall’entrata in vigore delle Brexit.

A dare vigore alla Borsa londinese ha concorso anche il grande numero di vaccini che il Regno Unito ha già iniettato alla sua popolazione. Anche se l’esplosione dei contagi ha spinto il Premier britannico ad allungare il periodo di blocchi delle attività economiche e sociali.

Anche in Europa si assiste a un aumento dei contagi e questo elemento ha influenzato negativamente le Borse. Al termine della giornata il Dax di Francoforte ha ceduto lo 0,5% e la Borsa di Parigi lo 0,4%. Mentre la Borsa di Madrid ha chiuso quasi invariata.

A Milano sugli scudi i titoli dell’energia

La Borsa di Milano ha chiuso in territorio negativo in linea con le altre Piazze europee. L’indice Ftse Mib (INDEX:FTSEMIB), ha ceduto lo 0,5% terminando a 22.200 punti. Ma la seduta avrebbe potuto essere peggiore se Wall Street non avesse avuto un avvio positivo.

A tenere a galla la Borsa di Milano ci hanno pensato i titoli dell’energia con dei poderosi progressi. Saipem è stata l’azione che ha guadagnato maggiormente tra i 40 titoli del paniere del Ftse Mib, terminando in rialzo di oltre il 4%. Eni ha guadagnato il 3,7%, così come Tenaris.

La Borsa di Milano viene tenuta a galla da un accordo tra due potenze economiche

È stato il balzo del prezzo del petrolio a spingere i titoli dell’energia. Al momento della chiusura delle Borse in Europa, il prezzo del WTI a New York saliva del 4%. Le quotazioni del greggio sono tornate a ridosso dei 50 dollari al barile. Il balzo è stato favorito da un accordo in seno all’Opec tra Russia e Arabia Saudita sulla produzione di petrolio, che rimarrà invariata a febbraio.

Approfondimento

Questa l’analisi multidays e il punto sui mercati internazionali dell’Ufficio Studi di ProiezionidiBorsa.

 

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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