La banca paga se mi sottraggono soldi con il bancomat

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La Cassazione tranquillizza i malcapitati vittime di truffe e raggiri: la banca paga se mi sottraggono soldi con il bancomat. Infatti la banca ha l’onere di agire in modo diligente facendo tutto il possibile per evitare i prelievi abusivi.

La responsabilità rimarrà in capo a noi malcapitati solo se da parte nostra ci sia stata colpa grave nella custodia della tessera bancomat. Per colpa grave si intende una negligenza, una distrazione particolarmente grave nel custodire il bancomat. Non era questo il caso dei signori protagonisti della causa che vi raccontiamo oggi. Si tratta di un caso molto recente. La sentenza della Corte di Cassazione che ha posto fine alla vicenda è del Maggio 2020.

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La banca paga se mi sottraggono soldi con il bancomat

I due titolari del conto corrente sapevano di avere un saldo attivo di circa 23 mila euro. Una bella cifra che, due soli giorni dopo, risultava del tutto azzerata mediante prelievi da sportello bancomat. Ovviamente si trattava di prelievi non autorizzati e perciò abusivi. I due malcapitati avvisavano subito l’istituto di credito, che bloccava il bancomat. A questo punto i due ricorrenti promuovevano ricorso avverso l’istituto stesso per ottenere la restituzione della somma.

In primo grado il Tribunale da ragione alla banca, affermando che l’istituto risponde dei prelievi abusivi solo se effettuati dopo la richiesta di blocco della carta da parte del titolare. Prima, invece, la banca non sarebbe responsabile perché non c’è prova del fatto che i titolari abbiano agito in modo prudente ed attento per evitare che la tessera bancomat venisse loro rubata o clonata. La Cassazione, invece, ribalta il risultato.

Cosa dice la Corte di Cassazione

Prendete nota degli argomenti che seguono perché, nella malaugurata ipotesi che capiti anche a voi, saprete già come impostare le vostre difese. Intanto è la banca che deve dimostrare che quella certa operazione è riconducibile al cliente. La Cassazione lo ha affermato già con precedente sentenza del 2017.

Ciò perché la banca è in possesso degli strumenti tecnici che consentono di verificare il corretto utilizzo dei codici segreti forniti al cliente e, quindi, di rilevare tempestivamente eventuali truffe.  Conclude la Cassazione che la banca deve fornire prova della riconducibilità dell’operazione al cliente. Non è il cliente a dover dimostrare con precisione che non è stato lui a prelevare il denaro al bancomat. Ci sembra decisamente un bel vantaggio in termini di prova per noi sfortunati clienti.

La cassazione cita anche la fonte normativa di questo obbligo per la banca: si tratta della Legge 11 del 2010, art. 10 /1° comma. Attenzione al passaggio seguente della Corte di Cassazione, perché contiene un monito cui tutti noi dobbiamo sempre ispirarci.

Responsabilità del cliente

La Corte afferma che  può esserci, invece, responsabilità del cliente se questi non controlla, per molto tempo, gli estratti conto. Ciò perché anche al cliente è richiesta diligenza ed attenzione nella gestione del proprio denaro e del rapporto con la banca. Nel caso oggetto della causa, fortunatamente, i titolari del conto corrente avevano denunciato la sparizione del denaro due gironi dopo l’accaduto. Evidentemente avevano l’abitudine di controllare spesso il conto corrente.

Ecco quindi il consiglio che noi tutti dobbiamo ricordare: controlliamo spesso l’estratto del conto corrente. È la prima forma di diligenza da parte nostra. Un semplice gesto che può metterci al riparo da tanti guai. I malcapitati protagonisti della sentenza si sono alla fine visti restituire 23 mila euro dalla banca. L’istituto certamente non si sarebbe mai aspettato di dover rifondere una cifra così importante!

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