Jackson Hole tra aspettative e realtà economica: quali prospettive?

Mi spiace deludere quanti concentrano la propria attenzione sul simposio dei banchieri centrali, quale elemento dirimente per le dinamiche dei mercati, ma occorre distinguere tra realtà e fantasia.

Intanto, perché le decisioni delle banche centrali, indovinate un po’, vengono prese dalle banche centrali, il che potrebbe sembrare una banalità, ma, a ben vedere, non lo è.

Nel senso che non sono i simposi a decidere, ma i boards.

Chi segue da vicino i lavori dei banchieri centrali dei più importanti paesi occidentali, sa che i diversi presidenti a guida degli organismi dei relativi paesi, sono in realtà condizionati dal proprio board di riferimento, una pluralità di soggetti che vanno da tecnici dietro le quinte, soprattutto quelli dei diversi uffici studi, ai membri del consiglio che prende le decisioni.

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Cosa pensa chi ha acquistato gli Ebooks di Turletti?

Secondo me con i metodi di Gian Piero Turletti si può avere sia una visione anticipata di quello che poi capiterà sui mercati, sia segnali trend following, di conferma, desunti dai metodi stessi.
Cimatti Mario Marco
Ps… ci credo veramente… e i grafici lo dimostrano OGNI volta….

E’ quindi da una serie di indicazioni tecniche, e poi anche politiche, legate ai delicati equilibri che si rispecchiano nella composizione di questi board direttivi, che si traggono poi le vere decisioni.

Questi simposi, quindi, per lo più dicono poco o nulla.

Sono come i simposi degli economisti, che dicono la loro.

Intanto, proprio perché, per motivi politici e diplomatici, non è neppure detto che i cosiddetti banchieri centrali svelino le proprie reali intenzioni.

Ma c’è dell’altro.

Come noto, i mercati finanziari si fanno una propria idea sull’andamento delle singole economie, espresso essenzialmente dalla curva dei rendimenti dei titoli di stato dei diversi paese, e le mosse dei banchieri, legate soprattutto a manovre sui tassi di interesse, come dimostrano le statistiche, hanno quasi mai avuto successo contro le decisioni delle mani forti sui mercati.

Come non ricordare le manovre speculative sulla lira, e gli inutili tentativi della banca d’Italia e di Amato per contrastarle?

E così, tanto per fare un esempio, anche se ci si accordasse per operare al rialzo sui tassi USA, ed al ribasso su quelli europei, tanto per frenare un po’ la forza dell’euro, questo non terrebbe conto dei cicli di mercato principali, che spingono per un rialzo dell’euro contro dollaro, cicli seguiti dalle mani forti.

Sicuramente sono altri i fattori dell’economia che spingono i mercati, ed al più i tassi possono servire per cercare di deflazionare o reinflazionare le economie, ma ben difficilmente le dinamiche dei mercati finanziari cambiano i propri trend principali solo sulla base delle aspettative relative alle mosse dei banchieri centrali.

Come non ricordare periodi in cui i mercati azionari salgono, sia che i tassi scendano, sia che siano in risalita?

Non dico che nel breve i simposi, ammesso che ne derivi una visione chiara sulle future politiche, non possano avere un qualche impatto sui mercati, ma si tratta di dinamiche di corto respiro, mentre sul medio/lungo non vanno considerati elementi essenziali per definire un trend di mercato.

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