Jackson Hole: cosa aspettarsi?

Ormai siamo agli sgoccioli.

Il tradizionale simposio, che accoglie banchieri centrali ed una ristretta cerchia di economisti e giornalisti, sta per andare in onda per l’ennesima volta.

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È proprio il caso di dire che va in onda, visto che quest’anno gli interventi saranno on line, causa pandemia.

Cosa attendersi?

Considerando la storia del simposio, probabilmente dovremmo ritenere che non si verificheranno prese di posizioni tali da stravolgere l’attuale view intrapresa dalle principali Banche centrali, in particolare quella della FED. Né particolari ripercussioni sui mercati.

Una parte degli analisti teme invece novità in direzione di una politica monetaria restrittiva, in funzione antinflazionistica, da parte della FED.

L’incertezza è invece l’atteggiamento di altri operatori, e riguarda soprattutto l’ambivalenza di una situazione di cui alcuni evidenziano i rischi legati ad una recrudescenza dei fattori inflattivi Altri, tra cui sinora anche Jerome Powell, ritengono siano invece prevalenti i rischi legati al Covid e ad una ripresa economica ancora incompleta, per poter parlare di abbandono delle attuali politiche monetarie espansive.

E, quindi, tapering o politiche espansive?

Recrudescenza inflattiva da combattere sin d’ora, o economia che necessita ancora di rilevanti stimoli?

Jackson Hole: cosa aspettarsi?

Se la storia del simposio dimostra che, almeno negli ultimi dieci anni, da tale evento non è mai nato nulla di particolarmente eclatante, occorre anche considerare che quest’anno non sarà propriamente la località, da cui il simposio trae il nome, ad ospitare gli intervenuti.

Si svolgerà infatti on line, a fronte dei rischi pandemici.

Anche tale circostanza dovrebbe indurre a ritenere che, al momento, di fine o quanto meno ridimensionamento delle politiche espansive, da parte di Powell non dovremmo sentir parlare, proprio anche in considerazione della situazione sanitaria.

Comunque il simposio non ha neppure una tradizione di evento che porti a pesanti riflessi sui mercati.

Ed anche alcuni strumenti di analisi dimostrano che non si attendono scossoni particolari da parte degli operatori di mercato.

Come predire l’esito del simposio con due strumenti di analisi

Ma noi intendiamo andare oltre le previsioni, che si possono desumere prevalentemente in base all’attuale contesto macro, utilizzando anche un paio di specifici strumenti di analisi, curva dei rendimenti USA e strumento di controllo del tasso FED.

La prima non evidenzia particolari modifiche, se non un leggero incremento dei tassi.

A quanto pare, quindi, gli operatori di mercato non paiono temere pesanti decisioni in senso restrittivo.

E neppure, d’altra parte, una prossima recessione.

Tale view risulta confermata anche da uno strumento, che utilizza i futures sui fondi FED, il cosiddetto strumento di controllo del tasso FED.

Se ne ricava una visione di tassi, per le prossime riunioni della FED di novembre e dicembre, che per la stragrande maggioranza degli operatori rimarranno fermi.

Impatto del Covid

A nostro avviso è soprattutto la dinamica del Covid ad avere, in questa fase, un rilevante impatto sulle decisioni in materia di politica monetaria.

Come già sottolineato in precedenti occasioni, diciamolo francamente, campagne vaccinali ed altri strumenti di gestione della pandemia, stanno sortendo risultati inferiori alle aspettative.

A maggior ragione considerando che, a breve, potrebbe espandersi la nuova variante iota, ritenuta caratterizzata da rischi di maggior morbilità ed espansione della delta.

Tutto concorre, quindi, a far ritenere che Powell non coglierà l’occasione del simposio per annunciare un mutamento delle attuali politiche monetarie.

Nonostante la politica economica espansiva di Biden, a proposito di cosa aspettarsi da Jackson Hole, molti elementi concorrono a far ritenere che, almeno sino alla riunione di Dicembre, la stance di politica monetaria della FED non cambierà.

Anzi, a nostro avviso non è neppure escluso che ulteriori, eventuali aggravamenti della pandemia, magari legati a nuove varianti, soprattutto se si manifesteranno unitamente ad un consolidamento o ad una riduzione dell’inflazione, possano condurre, con particolare riferimento al prossimo anno, ad un rafforzamento delle politiche monetarie espansive.

Circostanza che, d’altra parte, confermerebbe la visione di Powell di una ripresa ancora non completata in tutti i suoi elementi strutturali.

Ma anche di una situazione, come recita il tema del simposio, di una politica macroeconomica che deve fare i conti con una economia irregolare.

E, si sa, a situazione irregolare solitamente non si risponde con i consueti strumenti, ma in modo diverso. Talora anche opposto a quello che, solitamente, ci si potrebbe attendere.

Conclusioni

Riassumendo il tema “Jackson Hole: cosa aspettarsi?”, ci attendiamo quindi il mantenimento dell’attuale politica monetaria sino a fine anno.

In seguito, nel caso di una particolare recrudescenza della pandemia, non escludiamo neppure un allargamento delle misure di sostegno all’economia da parte della FED.

A cura di Gian Piero Turletti, autore di “Magic Box” e “PLT

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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