Italia: non c’è segno di inflazione

Italia senza inflazione: meglio così

Dopo i promettenti dati sulla produzione industriale in Italia la giornata ci ha regalato anche la conferma che l’inflazione resta un non problema.

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Ovvero come vediamo in tabella i prezzi sono totalmente sotto controllo:

Tabella dai macroeconomici

    EUR IPC italiano (Mensile) (Dic) -0,2% -0,1% -0,2%
    EUR IPC italiano (Annuale) (Dic) 1,6% 1,7% 1,6%
    EUR IAPC italiano (Mensile) (Dic) -0,3% -0,2% -0,3%
    EUR IAPC italiano (Annuale) (Dic) 1,6% 1,7% 1,6%

Tutti i dati sull’inflazione inferiori alle attese che, al tirare delle somme, rappresentano dunque una bella boccata d’ossigeno per i consumi.

Mettere in relazione inversa l’andamento dei prezzi con la crescita economica è indirizzo solo parzialmente corretto.

Evidentemente la massa monetaria nella fase finale del QE sta iniziando a contrarsi e quindi, ammesso che si sia in una fase matura del ciclo economico, principalmente per questo l’inflazione rimane sotto controllo.

Italia e il modello americano

Abbiamo già detto che non tutto quello che arriva dagli USA va preso a riferimento.

Sarebbe però pregiudiziale non ammettere la grande capacità mostrata dagli Stati Uniti nel risorgere da una crisi finanziaria per certi versi più profonda e pericolosa di quella del 1929.

Da mesi tutti gli indicatori americani sono al Top e la disoccupazione ai minimi  da oltre 50 anni.
Eppure l’inflazione sta rimanendo costantemente sotto controllo, ampiamente nei limiti accettabili e direi strutturali.

Quanto in questa virtuosità economica incidano le criticità che la crisi sub-prime ha lasciato in dote sia alle banche americane che europee è un dubbio che è lecito porsi.

Ma tant’è tanto vale approfittarne.

A maggior ragione visto che , specie negli USA , grazie al QE aggressivo della FED il credito venne fatto ripartire ben prima che in Europa.

Italia e rischio deflazione

Coi tassi a zero e dati macroeconomici ancora balbettanti sia in Italia che in Europa, il vero rischio è che troppo preoccupati di stringere i cordoni per combattere un pericolo inflazionistico si finisca in deflazione.

In Giappone ci convivono da decenni ma il contesto è diverso. L’isolamento di Tokio funziona quasi come un isolamento “termico-economico” che impedisce alla deflazione (in alcuni momenti stagnazione) interna di schiacciare l’economia nazionale.

L’essere una realtà a sé stante consente ai governanti nipponici manovre alternative a quelle sui tassi che evidentemente consentono al Giappone di mantenersi tra le grandi potenze mondiali.

Ben diverso invece è il discorso per l’Italia e le altre nazioni UE.

Tutti stati talmente diversi anche come dinamica dei prezzi, da fare tremare al pensiero che un ‘unica politica monetaria ed economica potrebbe, se del caso, davvero sconfiggere fenomeni di deflazione o stagnazione…

 

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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