Italia meglio di Francia e Germania?

Italia meglio di Francia e Germania?

Mattinata intensa sul fronte dei dati macroeconomici in Europa.
Andiamo ad analizzare i principali della tabella sottostante:

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Tabella dati macroeconomici

    Indice PMI Markit composito francese (Dic) 49,3 54,0 54,2
    Indice dei direttori agli acquisti del settore terziario francese (Dic) 49,6 54,8 55,1
    Indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero Germania (Dic) 51,5 51,8 51,8
    Indice dei direttori degli acquisti del settore servizi tedeschi (Dic) 52,5 53,4 53,3
    Indice PMI manifatturiero francesi (Dic) 49,7 50,7 49,7
    Indice PMI composito tedesco (Dic) 52,2 52,5 52,2
    Nuovi ordinativi industriali italiani (Annuale) (Ott) 2,0%   -1,0%
    Nuovi ordinativi industriali italiani (Mensile) (Ott) -0,3%   -3,1%
    Vendite industriali italiane (Annuale) (Ott) 2,00%   3,90%
    Vendite industriali italiane (Mensile) (Ott) -0,50%   1,30%

Italia meglio di Francia e Germania, il fardello del debito pubblico

Pur trattando temi leggermente diversi quello che i vari dati macroeconomici di oggi mostrano è un ‘Italia, finalmente, più brillante sia della Germania che dell’Italia.

A maggior ragione ci dovrebbero spiegare perché alla Francia è concesso di arrivare al 3% nel rapporto debito pubblico annuale/PIL mentre l’Italia scesa al 2,04% deve ancora stare a sbattagliare e perdere tempo per dei decimali…

La storia del debito pubblico maggior regge fino a un certo punto.

Infatti come dimostra ampiamente il ciclo economico virtuoso degli Stati Uniti di questi tempi sono proprio le manovre espansive che consentono di pianificare maggiori entrate fiscali e quindi l’abbattimento del debito pubblico.

Francia in grande difficoltà

Come non bastasse la rivolta dei gilet gialli e i disordini di piazza ripetuti in varie città francesi da ora Macron e il suo governo si troveranno a fronteggiare anche numeri dell’economia che se ripetuti consegneranno la Francia direttamente alla recessione.

Dagli indici PMI ai direttori degli acquisti, la Francia incassa tre dati sotto le attese e soprattutto sotto quota 50.
La famosa quota che se reiterata indica recessione…

Ben si spiega la concessione dell’UE del 3%… resta ora da vedere se il Governo di Parigi saprà bene impiegare queste risorse visto che per stessa amissione di Macron finora gli errori non sono mancati…

In questo stato di cose è assolutamente normale ipotizzare che per il 2019 il tema più caldo in Europa sarà quello francese stretto tra malcontento sociale e potenziale recessione.

Germania poco brillante

Se Parigi piange, Berlino non ride.

Sia pure sopra soglia 50 anche i Direttori degli acquisti e il PMI tedesco escono sotto le attese mostrando numeri davvero deludenti.

Per Angela Merkel e i suoi economisti, compresi i membri del board della BCE, sarà ancora più dura puntare su politiche restrittive in ambito economico.

Visto che con dati simili anche i teutoni non possono fare il consueto sfoggio di muscoli che giustificanostrette monetarie ed economiche.
Anzi pare che anche alla loro economia serva qualche vitamina…

Italia in salute

Nonostante tutti gli ostacoli che il Governo sta incontrando in sede europea e non solo i dati pubblicati oggi ci indicano un paese, l’Italia, messo molto meno peggio di quanto si vuole fare credere su molti media.

E’ vero che le vendite industriali sono scese rispetto alla rilevazione precedente ma questo tassello negativo è stato ampiamente compensato.

Infatti, i nuovi ordinativi industriali sia su base annua  che su base mensile sono migliorati di parecchio rispetto alla rilevazione scorsa.

Mancano i riferimenti del consensus ma un +2% sugli ordinativi industriali è un bel vedere. Finalmente!

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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