Investire sui Dogs of the Dow nel 2021. Da Wall Street a Piazza Affari, i titoli migliori da comprare secondo gli esperti

Si chiamano Dogs of the Dow, letteralmente i cani del Dow (Jones) ma di fatto indicano ben altro che una muta di segugi. In realtà si tratta di una strategia di investimento solitamente indirizzata verso gli investitori meno esperti. La sua forza si basa sul fatto che i titoli selezionati si contraddistinguono per dividendi alti e relativamente sicuri. Dividendi che, negli ultimi 12 mesi, hanno dimostrato anche una certa affidabilità.

In cosa consiste questa strategia?

Chi vuole investire sui Dogs of the Dow nel 2021 deve partire dal presupposto che si tratta di una metodologia estremamente semplice. Strategia a sua volta focalizzata sui titoli dell’indice Dow Jones USA. Ovviamente, come tutte le strategie semplici, può incorrere in alcuni contrattempi che non permettono la perfetta e matematica riuscita dell’investimento. Tra questi contrattempi, inutile dire, l’anno scorso c’è stato il coronavirus. Investire sui Dogs of the Dow nel 2021 significa, però, anche un’altra cosa. Almeno per quest’anno. Infatti a differenza di quanto avvenuto nei 12 mesi precedenti, per i prossimi si potrebbe contare sulla presenza e la diffusione di un numero sempre crescente di vaccini.

Investire sui Dogs of the Dow nel 2021: le criticità

Chi vuole investire sui Dogs of the Dow nel 2021 può guardare ad alcuni titoli particolarmente interessanti. Alcuni nomi? Chevron, ad esempio, offre un dividend yield al 6,11% mentre al secondo posto si trova IBM con un 5,18%. Ma osservando la lista nascono già alcune domande. La prima osservazione arriva guardando il nome del vincitore. Un gigante del petrolio. Ma come sappiamo il coronavirus ha ribaltato tutte le certezze in un settore come quello dell’energia. Settore che già nel recente passato ha delineato una serie di fragilità. Soprattutto in considerazione di una rivoluzione che la pandemia non ha fatto altro che accelerare. Procedendo con la classifica si registrano tra i Dogs anche Dow (dividend yield al 5,05%), Walgreens-Boots Alliance (4,69%) e Verizon (4,27%).

I Dogs di Piazza Affari

Anche Piazza Affari, però, può avere i suoi Dogs. Da Equita, ad esempio, suggeriscono nomi come Fca (FCA:MIL) e Unipol oltre a Buzzi Unicem, Nexi e Terna. A dare una mano per l’arrivo di una possibile ripresa, secondo gli esperti, potrà essere l’impatto positivo del Recovery Fund che si tradurrà in stimoli fiscali più estesi. A questo si andrà ad aggiungere la strategia ancora ampiamente accomodante delle banche centrali, strategia che porterà a confermare tassi bassi ancora per lungo tempo. Infine, come accennato in apertura, la diffusione dei vaccini potrebbe favorire una normalizzazione anche del settore turismo e trasporti.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

Consigliati per te