Investire in IPO: i consigli degli esperti di Wall Street

In periodi di grande incertezza come questi è meglio concentrarsi sull’analisi delle varie tipologie di investimento, anziché operare con il pericolo di volatilità dietro l’angolo. Anche perché è sotto gli occhi di tutti che i mercati soffrono della sindrome da montagne russe ormai da più di una settimana, soprattutto quelli americani.

Lo scenario dei mercati globali

Come ampiamente detto in precedenza, per gli Stati Uniti la paura di una recessione è abbastanza consistente e sbilanciarsi in questo momento potrebbe essere un grosso errore. Secondo i metodi di ProiezionidiBorsa, il setup annuale scadrà il 21 Agosto prossimo e fino ad allora dovremmo usare molta cautela.

Per quanto riguarda i maggiori indici, probabilmente un grafico dice molto di più che mille parole e in questo caso basta dare uno sguardo all’S&P 500 per rendersene conto.

Grafico S&P 500 dal 29 luglio

IPO: analisi di una tipologia di investimento

Cominciamo dalle basi definendo il concetto di IPO (Initial Public Offering). In italiano è detta Offerta Pubblica Iniziale ed è sostanzialmente l’attività di quotazione iniziale di una società sui mercati. Tutto ciò avviene tramite un’offerta pubblica che può essere per sottoscrizione, per vendita o attraverso entrambe le modalità (OPS, OPV e OPVS).

Due case history del 2019

Il 2019 verrà ricordato sicuramente come un anno in cui si sono avvicendate numerose offerte pubbliche iniziali. Chi ha deciso di investire in IPO agli inizi di maggio ha avuto grosse soddisfazioni dal titolo Beyond Meat. L’azienda che produce carne a base vegetale, dalla sua quotazione a Wall Street di 45 dollari il 2 maggio scorso è arrivata ai livelli stratosferici di 239 dollari per azione a fine luglio. Praticamente un incremento percentuale del 440% in due mesi.

Ma non tutti i titoli al loro esordio hanno avuto lo stesso andamento super positivo e basterebbe dare un occhio al titolo Uber che ha fatto il suo debutto il 10 maggio. Il titolo si è mantenuto stabile, senza performance eclatanti, ed oggi ha una quotazione di 33 dollari rispetto ai 43 dell’esordio a Wall Street.

Conviene investire in IPO?

Uno studio approfondito di DFA in Texas ha mostrato che le IPO, in generale e nell’immediato, non hanno prodotto grossi risultati per gli investitori. Le performances  analizzate nel primo anno di attività su un campione di 6000 titoli dagli inizi degli anni 90 fino all’anno scorso, sono state al di sotto dei benchmark dei settori di riferimento.

Altro fattore importante è l’analisi dei fondamentali. Molte IPO sono di solito fortemente sopravvalutate nei primi giorni di debutto, spinte magari da massicce campagne di marketing. Il problema è che non si tiene conto sempre della situazione economica precedente al debutto, che potrebbe essere a volte non rosea e con rapporti negativi sugli utili.

In conclusione, investire in IPO non è sempre conveniente e, come dimostrano gli studi sopra riportati, i casi di performance eclatanti sono davvero pochi.

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