INPS, caccia agli evasori che si fingono pensionati all’estero

Nuovi controlli INPS sui percettori di pensioni italiane all’estero. Il Fisco scova ogni anno centinaia di persone che, anche se iscritti all’Aire e attestanti oltre 183 giorni di permanenza altrove, hanno un’auto italiana, usano molto la nostra sanità pubblica e fanno shopping qui, con la carta di credito. Ora si indaga meglio sull’esistenza in vita, che va provata con invio documenti dall’estero, di semestre in semestre. I percettori di pensioni tricolore residenti in 160 Paesi, sono quasi 500.000 (330 mila italiani) e ricevono il 2,4% del totale mensilmente erogato dall’Inps, pari a 1,3 miliardi di euro l’anno.

INPS, caccia agli evasori che si fingono pensionati all’estero

Stanno aumentando, in questa quota, anche gli stranieri che hanno lavorato in Italia e chiedono di percepire il trattamento nella loro nazione di origine. Sia gli italiani emigrati che gli stranieri tornati a casa, per poter percepire l’assegno pensionistico torneranno a sottoporsi ad accertamenti periodici. Che a causa della pandemia e della quarantena necessaria per i soggetti colpiti dal Covid-19, erano stati forzatamente sospesi. Vediamo, col supporto della redazione Diritto e Fisco di ProiezionidiBorsa, il calendario e le modalità con le quali avverranno le verifiche.

Prima tranche tra ottobre e febbraio 2021

La prima tranche di controlli partirà il 1° ottobre prossimo e si concluderà il 28 febbraio 2021. Riguarderà i residenti in Sudamerica, Centro America, Asia, Estremo Oriente, Paesi Scandinavi, Est Europa e Paesi vicini. Devono inviare le attestazioni entro il 5 febbraio 2021. La seconda tranche di controlli prenderà il via a gennaio 2021 e terminerà a giugno. Riguarderà i percettori di pensioni residenti in Europa, Africa e Oceania. Che dovranno inviare le attestazioni entro la prima metà di giugno. Ed eventualmente completare le verifiche per il biennio 2019-2020 entro il 5 febbraio 2021.

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Cosa succede a chi non rispetta le scadenze

E’ iniziata, con l’INPS, caccia agli evasori che si fingono pensionati all’estero. Con l’accertamento dell’esistenza in vita e del soggiorno estero effettivo. Chi non inviasse la documentazione, potrà ritirare l’assegno di marzo 2021 in contanti presso le agenzie Western Union del Paese di residenza. Se nessun si presentasse, il pagamento verrebbe sospeso dalla mensilità di aprile 2021. Per chi deve rispettare la seconda ondata di controlli, la mancata spedizione delle attestazioni blocca l’accredito in conto della pensione di luglio 2021. Si potrà ritirarla in contanti presso gli sportelli Western Union. In caso contrario, il pagamento verrà sospeso dal mese successivo.

Aumenta il numero di stranieri che rientrano in patria in età pensionabile

Nel 2019, più della metà delle pensioni inviate all’estero riguarda gli emigrati in Germania (48.800), Canada (46.853), Australia (37.699), Francia (36.898) e Stati Uniti (33.065). In queste nazioni negli ultimi 5 anni il numero delle pensioni si è ridotto di circa il 20%. I Paesi attualmente preferiti dai migranti previdenziali sono il Portogallo (presenze più che triplicate in 5 anni), la Tunisia (+164,9%), la Bulgaria (+116,3%) e la Moldavia. In Ucraina il 93% delle pensioni italiane è percepito da ex lavoratori ucraini rientrati. I rimpatri in età pensionabile aumentano in Asia (+53%) e Africa (+21%).

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