Inflazione o crescita USA: chi vince?

Sta quasi diventando una vexata quaestio, quella della scelta dell’elemento determinante per comprendere le prospettive dell’economia a stelle e strisce.

Da un lato un incremento dell’inflazione al 2,6%, oltre il limite più alto del 2,5% previsto da diversi analisti.

Dall’altro lato una crescita economica, che potrebbe raggiungere e superare anche il livello del 7%, in base a talune proiezioni.

Prospettive quindi positive per comparto azionario ed economia, o un futuro a luci ed ombre?

Inflazione o crescita USA: chi vince?

In particolare, per quanto riguarda economia ed inflazione, dobbiamo ricordare che tali elementi non vanno considerati separatamente, ma sempre nella loro reciproca interazione.

E quando la crescita economica supera l’inflazione, questo è comunque un fattore positivo. L’inflazione può ovviamente ridurre, in termini reali, l’impatto della crescita economica, ma questa comunque permane e tende a garantire una economia in espansione e, conseguentemente, anche risultati aziendali in crescita.

Del resto, possiamo fare un semplice calcolo matematico, per rendercene conto.

Per essere cauti, immaginiamo un crescita non del 7%, ma solo del 4%, ed un’inflazione al 3%. Quale risultato otteniamo in termini reali?

Posto pari a 100 l’attuale livello del PIL, con una crescita al 4% arriviamo a 104.

Applichiamo quindi una inflazione del 3%, e riduciamo il valore di 104 per tale parametro. Avremo quindi 104, cui sottraiamo il 3%, da cui otteniamo 100,97, comunque una crescita rispetto al valore attuale.

Applicando lo stesso tipo di calcolo a parametri di inflazione al 3% e crescita al 7%, otteniamo una crescita in termini reali del 3,88%.

Pertanto possiamo sicuramente dire che, anche con un tasso d’inflazione sostenuto, resta pur sempre una prospettiva di crescita economica di tutto rispetto.

La curva dei rendimenti

A conferma dell’analisi sopra esposta, va considerato, del resto, che la curva dei rendimenti, nell’indicare prospettive di crescita o decrescita, si basa proprio sui tassi. Pertanto è evidente che tassi al rialzo significano anche un certo tasso d’inflazione. E questo è correlato, a sua volta, a prospettive di crescita.

Le manovre di Biden

Confermano una prospettiva economica positiva le manovre di politica economica programmate dal neo presidente Biden.

Per un verso, una maggiorazione dell’imposizione fiscale, a carico dei cosiddetti super ricchi. Colpendo questa particolare categoria sociale, la maggiore pressione fiscale dovrebbe essere sostanzialmente anelastica nei confronti della domanda aggregata di beni e servizi, e quindi non impattare più di tanto sul PIL.

Infatti un conto è imporre una maggiore tassazione su classi meno agiate, sulle quali il minor denaro disponibile, conseguente a maggiori esborsi fiscali, potrebbe impattare sulle capacità di spesa.

Ben altro conto è una imposizione fiscale su classi sociali agiate, che tendono a non variare la propria propensione alla spesa, in base ad un maggior prelievo fiscale.

Peraltro tale manovra dovrebbe comunque avere anche effetti di limitazione della liquidità monetaria, con ripercussioni positive sulla dinamica inflazionistica.

Per altro verso Biden ha in programma piani di rilancio economico, almeno in parte finanziati proprio con la maggior imposizione fiscale, di cui sopra.

L’effetto combinato di tali manovre potrebbe proprio essere quello di maggiori risorse a favore della crescita economica, contenendo però la potenziale dinamica inflattiva con operazioni di riduzione della liquidità monetaria.

Conclusioni

Se dovessimo scegliere chi vince tra Inflazione o crescita USA, il combinato effetto di inflazione e crescita vede comunque vittoriosa la crescita. Anche se la sua reale portata viene ridotta, al netto della componente inflazionaria. Al contempo anche le manovre di Biden, di rilancio e maggior imposizione fiscale nei confronti dei super ricchi, vanno a favore della crescita, ma contenendo possibili effetti inflazionistici.

A cura di Gian Piero Turletti, autore di “Magic Box” e “PLT

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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