Inflazione in salita, ma tassi reali tutti in discesa

Il fenomeno dell’inflazione comincia piano piano a far capolino nelle economie dei Paesi UE?

L’inflazione non è nient’altro che l’aumento generale dei prezzi rispetto al periodo precedente.

Per adesso nel nostro Paese è ancora molto bassa e i dati ISTAT di novembre 2021 riportano la variazione dello stesso mese (gennaio) rispetto all’anno precedente nello 0,2%. Quindi molto bassa o bassissima, molto vicina allo zero.

Il dato più interessante è l’aumento rispetto al mese precedente che è dello 0,6%, molto più alta.

Alla fine dell’anno in corso ci sarà sicuramente un’inflazione maggiore di quella registrata a febbraio 2021 per il periodo precedente.

Studi recenti di economia sono concordi nel confermare che l’inflazione aumenterà negli Stati Uniti d’America con una percentuale che si potrebbe attestare intorno al 3%. Alcuni azzardano anche un punto percentuale in più.

In Germania l’inflazione sarà sicuramente più vicina al 3% che al 2%, ed un incremento generalizzato riguarderà quasi tutti i Paesi europei.

Dopo anni di assenza, ricominceremo a parlare d’inflazione?

Non come avveniva negli atti settanta, quando era la bestia nera di tutti i governanti, in quanto erodeva il potere di acquisto dei salari e degli stipendi e limitava le possibilità di sviluppo.

Basta ricordare gli studi economici relativi alla “Curva di Phillips”, sulla relazione inversa tra tasso di disoccupazione e tasso d’inflazione.

In Europa vi sarà sicuramente una inflazione dal 2% al 3%, e probabilmente poco di più.

Conseguentemente i tassi di rendimento sui titoli dovrebbero aumentare, ma cresceranno meno dell’inflazione.

Questo fenomeno comporterà, con molta probabilità, la presenza di tassi reali negativi su tutti i prestiti a tasso fisso.

Inflazione in salita, ma tassi reali tutti in discesa

Il tasso reale non è altro che il tasso nominale meno il tasso d’inflazione.

Facciamo un esempio: il tasso relativo all’ultima emissione di BTP è stato mediamente dello 0,50%, l’inflazione italiana si attesterà sullo 0,25%, il tasso reale effettivo sarà quindi di 0,25%.

Se l’inflazione arriverà allo 0,6% o allo 0,8%, il tasso effettivo reale sarà negativo, rispettivamente del -0.10% e -0,30%.

Con un’inflazione del 2%, il capitale si depaupererà ogni anno della differenza tra il tasso corrisposto e l’inflazione.

Quindi saremo in presenza di tassi reali effettivi negativi

Più salirà l’inflazione, più il tasso reale sarà negativo.

Quali saranno gli investitori più colpiti da questo fenomeno? Quelli che hanno investito in obbligazioni a tasso fisso.

Questi si dovranno sobbarcare tutto l’aumento dell’inflazione e quindi i loro rendimenti diminuiranno di conseguenza.

Chi ci guadagnerà veramente?

Con inflazione in salita, ma tassi reali tutti in discesa, gli enti molto indebitati ne riceveranno giovamento. L’Italia sarà avvantaggiata, sicuramente più di altri, a causa del suo grosso debito. I cittadini italiani, invece, un po’ meno perché si vedranno ridurre i propri interessi reali.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili qui»)

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