Inflazione in crescita: l’ISTAT certifica l’aumento dell’indice dei prezzi al consumo ad agosto

Purtroppo l’ISTAT certifica l’aumento dell’indice dei prezzi al consumo per il mese di agosto pari al 2,7%, con un aumento dell’indice di 0,5% rispetto al mese di luglio, fattore importante nella crescita dell’inflazione.

Un aumento così sostenuto in Italia non si vedeva dal lontano gennaio 2013, con un aumento pari al 2,2%.

A cosa è dovuto questo aumento dei prezzi al consumo?

In parte è dovuto alla ripresa economica e alla crescita del PIL italiano, che per quest’anno dovrebbe assestarsi intorno al 6%.

Il PIL italiano è cresciuto per aumenti interni dei consumi e per una ripresa, seppur piccola, degli investimenti che si erano praticamente azzerati nel periodo della pandemia.

In Italia vi è stato un notevole aumento delle esportazioni e la stessa Coldiretti ha confermato il buon successo del mondo dell’agro-alimentare nazionale.

Inflazione in crescita: l’ISTAT certifica l’aumento dell’indice dei prezzi al consumo ad agosto

Per adesso l’inflazione sembrerebbe legata alla ripresa economica in atto e un leggero aumento dei prezzi era stato messo in programma.

Inoltre le imprese durante tutto il periodo di pandemia, per far fronte ai propri impegni, avevano attinto dalle rimanenze e alle giacenze di magazzino.

Con la ripresa economica sono state, per forza di cose, ricostituite le scorte di materiali che si erano assottigliate e diminuite sotto i livelli di soglia durante la crisi.

Questa ricostituzione delle scorte è stato un volano di accelerazione per l’economia.

In molti casi la ricostituzione dei magazzini industriali non è avvenuta in pieno a causa della mancanza delle materie prime.

Questa forte richiesta di materiali è stato il primo fattore dell’aumento dei prezzi in generale.

Per adesso solo buone notizie?

Carrello della spesa in aumento

Non tutte, dato che il carrello della spesa per i consumatori aumenterà.

Per questo motivo, le famiglie italiane, per la stessa quantità di prodotto, dovranno avere un maggior esborso di denaro.

In Europa era stabilito e previsto un aumento del prezzo dei beni intorno al 2%, ma attualmente i dati sono sopra questo parametro.

In tutti Paesi europei l’inflazione si sta stabilizzando a cifre superiori al 2%.

La continua crescita dei prezzi delle materie prime, luce e gas in particolar modo, ha le sue logiche conseguenze nell’aumento dei costi nella produzione industriale che su base annua è arrivata all’11,6%.

Il prezzo del petrolio ha avuto un rialzo, addirittura, del 48%.

I prezzi di alcune materie sembrerebbe che stiano rientrando, ma non quelli del gas che rispetto ad un anno fa ha avuto aumenti da capogiro.

Questa impennata dei prezzi delle materie prime incomincia a fare paura, in molti si stanno domandando se questi aumenti porteranno un rialzo consistente dell’inflazione.

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