Inflazione: altro problema per la Germania. Dax?

Come non bastasse la sequela di dati macroeconomici negativi per la Germania ora dalle parti di Berlino e Francoforte anche gli indici sui prezzi rialzano la testa.

Come vedremo nulla di clamoroso.

In un contesto ciclico migliore questi numeri superiori alle attese farebbero anche piacere visti le percentuali assolute di cui si parla.

Nel momento in cui ci troviamo ovvero con tutti gli indicatori di produzione, specie industriale in deciso rallentamento invece una ripresa dei prezzi asincrona non promette nulla di buono.

Dati macroeconomici tedeschi di giornata

Indice tedesco dei prezzi di produzione (Annuale) (Lug) 1,1% 1,0% 1,2%
Indice tedesco dei prezzi di produzione (Mensile) (Lug) 0,1% 0,0% -0,4%

 

Come si nota specie su base annua sono rialzi marginali: +1.1% versus +1% atteso e +1.2% precedente. Quindi niente di che.

E’ su base mensile che si accende la lucina rossa dell’alert.

Un +0.1% rispetto alle attese a 0% e soprattutto al precedente -0.4% è tanto.

Ed è tanto proprio perché nel medesimo periodo gli indicatori di produzione sono calati.

Inflazione: occhio al DAX!

Insomma se per il DAX varranno anche minimamente le logiche di almeno buttare un occhio al ciclo macroeconomico ecco che l’indice tedesco sarà certamente da sotto pesare nei portafogli azionari.

Questo almeno fino a quando dal settore manifatturiero tedesco non torneranno a giungere buone nuove.

Tra l’altro il rischio concreto dopo gli ultimi avvilenti dati produttivi è che anche in Germania la disoccupazione rialzi la testa.

E sappiamo quanto il mx inflazione-disoccupazione non piaccia ai mercati.

Il credito del Bund varrà anche perché il DAX? E’ il momento di Ftse Mib  e Ibex 35

Dal comparto obbligazionario sappiamo quanto la germani abbia speso e conquistato, più o meno meritatamente resta da verificare, una patina di sicurezza.Un alone di “perfezione” teutone che consente al proprio debito pubblico di ricevere cash anziché pagare interessi.

Come sappiamo il Bund sono a rendimento negativo da anni e oramai anche su scadenze medio lunghe.

Tralasciamo l’assurdità a nostro giudizio irregolare che il Bund future è costruito su un titolo decennale che nella realtà non esiste con quella configurazione cedolare…

La domanda è questo alone di sicumera che regge il Bund potrà compensare anche le debolezze macroeconomiche che dovrebbero abbattere l’indice DAX?

O finalmente nel caso partisse la bolla alimentata dalle banche centrali saranno indici fin qui più penalizzati come il nostro Ftse Mib (crisi politiche permettendo…) e l’Ibex 35 spagnolo per esempio a raccogliere i maggiori consensi?

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