Incredibile quanto le pubblicità sanno di noi e di quanti dati lasciamo traccia sul web nonostante la modalità in incognito

Migliaia e migliaia di dati sono condivisi ogni giorno sul web attraverso i cookies. Legalmente un sito web può abilitare il tracciamento dei dati dell’utente. Si parla sempre di uno scambio di informazioni non sensibili, conforme alle norme europee sulla privacy, atti al monitoraggio degli interessi dell’utente. Molto spesso questo tipo di dati è richiesto dalle aziende pubblicitarie per migliorare le proprie inserzioni. Fortunatamente c’è un modo per evitare che i nostri dati vengano trasmessi, ma spesso e volentieri facciamo un errore. La modalità in incognito non è così tanto sicura come pensavamo. Incredibile quanto le pubblicità sanno di noi e di quanti dati lasciamo traccia sul web nonostante la modalità in incognito.

La privacy è un diritto

Non siamo costretti a condividere i nostri dati alle pubblicità. Il regolamento generale per la protezione dei dati, GDPR, prevede infatti che sia lasciata la decisione all’utente; ma in quale momento questo consenso può essere approvato o rifiutato? Al primo accesso su un sito web, prima delle pubblicità e di qualsiasi altra interazione. Molto probabilmente conosciamo già la finestra con i dettagli relativi al consenso per il trattamento dei dati.

La modalità in incognito non basta

Da qui le due opzioni: o accettiamo, dando il consenso totale, o possiamo personalizzare le nostre scelte, decidendo a chi fornire dati e le finalità. Se pensiamo di farla franca utilizzando la modalità in incognito del browser sbagliamo di grosso. Anche in quel caso il comportamento dell’utente e i dati di tracciamento vengono memorizzati dai cookies.

La prova del perché la modalità in incognito è limitata

Questa modalità serve principalmente a non salvare la cronologia localmente sul computer, ma i nostri movimenti sono comunque memorizzati e condivisi alle pubblicità. Per provarne i limiti possiamo digitare “nothing private” su Google e cliccare sul primo risultato. Inserendo un nome qualsiasi nel sito web e riaccendendoci in incognito vedremo che il risultato è rimasto memorizzato. È davvero incredibile quanto le pubblicità sanno di noi e di quanti dati lasciamo traccia sul web nonostante la modalità in incognito. Per gli interessati, il perché il nostro Wi-Fi di casa va lenta o prende poco potrebbe essere legato a questo errore molto comune.

(Ricordiamo di leggere attentamente le avvertenze riguardo al presente articolo, consultabili QUI»)

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